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Un esempio di sostenibilità locale:

il tetto fotovoltaico della Casa di soggiorno di Puos d’Alpago

 

 

E’ notizia di ieri, l’Italia deve tornare a riflettere sul nucleare: questa la proposta del Presidente del Consiglio all’inaugurazione dell’elettrodotto “San Floriano – Robbia”, la nuova linea elettrica di interconnessione tra Italia e Svizzera, lunga 46 km. e costata circa 60 milioni di euro, sorella minore dell’altra linea di interconnessione in progetto, tra Italia e Austria, nota anche come elettrodotto “Lienz – Cordignano”, che tutti noi ben conosciamo.

Non è possibile fare a meno di energia, questo è scontato. E’ possibile, però, pensare e sperimentare nuovi metodi e tecniche alternative per la sua produzione, che dovrebbero diffondersi sempre più fino a sostituire, in un domani che adesso sembra troppo lontano e utopico, l’attuale sistema produttivo energetico. Certo molto si sta già facendo in questa direzione, in Italia meno che in alcuni Stati del mondo, ma sentire alcuni leader politici italiani riproporre e sostenere l’idea del nucleare, senza pensare che forse varrebbe la pena di destinare più risorse (umane ed economiche) alla ricerca sulle fonti rinnovabili, è davvero sconfortante.

E allora ecco che l’installazione di un impianto fotovoltaico, su parte del tetto della casa di soggiorno per anziani di un comune di montagna, diventa quasi un piccolo miracolo e un grande esempio di sostenibilità, o meglio di auto-sostenibilità, locale. Il comune è quello di Puos d’Alpago e l’impianto, realizzato nel 2004 e voluto dalla Comunità Montana dell’Alpago e dall’allora Presidente l’arch. Giampaolo Zanon, è il solo nella Provincia di Belluno a essere stato finanziato nell’ambito del programma “Tetti fotovoltaici” della Regione Veneto.

Parlando con Zanon dell’opera, mi dice: “io ne vado orgoglioso in quanto penso si tratti dell'unico impianto di queste dimensioni che sia mai stato realizzato in Provincia, almeno da parte di Enti pubblici. Qualcosa è stato fatto dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi a Candaten, ma sicuramente di dimensioni inferiori. Oltre ad abbattere (per la verità in misura contenuta) i costi di gestione della casa, l'impianto produce energia pulita dal sole (se riuscissimo a sfruttare meglio l'energia del sole non avremmo bisogno di centrali e di elettrodotti) e nel nostro intento vuole essere dimostrativo, didattico, affinché anche altri intraprendano questa strada per una ricerca che possa rendere competitivi i costi che al momento sono ancora troppo elevati. A tal fine è stato collocato su una falda bassa della casa esposta perfettamente a sud per essere visto da tutti”.

 

Le foto dell’impianto:   Foto 1     Foto 2     Foto 3     Foto 4

 

Importo totale 80.000 €

Importo finale dei lavori compresi oneri sicurezza € 67.000 circa

Contributo BIM € 11.000

Contributo Regione Veneto nell'ambito del programma "Tetti fotovoltaici" € 44.000 pari al 60% della spesa ritenuta ammissibile

differenza a carico Bilancio Comunità Montana circa 25.000 €

 

Potenza Wp 10350

Progettista e D.L. ing. Pier Paolo Troi di Belluno

Superficie coperta dall'impianto circa 100 mq

 

Note:

Ottima integrazione ambientale e architettonica

valenza didattica dell'intervento

 

Il rendimento di sistema globale, come ricavato dalla relazione di progetto, é pari al 75%

 

Guardo il tetto, e poi guardo l’anfiteatro di monti. E mi convinco che forse, nel futuro, non saremo tutti radioattivi.

 

Alice Giulia Dal Borgo

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