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Il territorio del Cansiglio

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Il territorio
Il Cansiglio, altopiano carsico delle Prealpi Carniche, si presenta come una sorta di
piattaforma concava, dominante la pianura veneto-friulana e divisa tra le province di
Treviso, Belluno e Pordenone. L'altopiano è delimitato a Sud e a Sud-Est dalla pianura
veneto-friulana, a Nord-Est dal gruppo del Monte Cavallo (2.251 m.), a Nord dalla conca
dell'Alpago e a Ovest dalla Val Lapisina, con la sella del Fadalto. |
La foresta
La Foresta demaniale del Cansiglio si estende
su una superficie di 6.570 ettari a cavallo tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. I
boschi sono per la maggior parte (4000 ettari circa) sono demanio della Regione Veneto
così come le Riserve di Piaie Longhe Millifret e Pian di Landro; quelle di Croseraz
Valbona, Pian delle Stele e Col Piova sono demanio della Regione Friuli. Resta statale la
Riserva Pian Parrocchia-Campo di Mezzo.
Amministrazione
Il territorio, caratterizzato da un sistema di competenze molto complesso,
presenta un patrimonio silvo-pastorale di oltre 7.000 ha., attualmente amministrato
dallAzienda
di Stato per le Foreste Demaniali, da Veneto Agricoltura e dallAzienda dei Parchi e
delle Foreste regionali del
Friuli.Il territorio è amministrato inoltre dai Comuni di Budoia, Polcenigo e Caneva in
provincia di Pordenone;
Cordignano, Sarmede e Fregona in provincia di Treviso; Tambre e Farra dAlpago in
provincia di Belluno. Sono inoltre presenti tre comunità montane: in Veneto la Comunità
Montana dellAlpago e la Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane, in
Friuli-Venezia Giulia la Comunità Pedemontana del Livenza.
L'Economia del Cansiglio
Le attività economiche che si svolgono in Cansiglio sono sostanzialmente
divise in tre settori: turismo, zootecnia e lattiero casearia, forestale.
Perchè definiamo il Cansiglio un territorio
In geografia umana, la tendenza generale è quella di considerare
territorio una porzione di superficie terrestre che assume una vera e propria fisionomia
giuridica in quanto ambito di sovranità caratterizzato da unità interna e difesa nei
confronti dellesterno, delimitato il più delle volte da frontiere naturali certe.
La Foresta del Cansiglio può, senza dubbio, essere considerata un vero e proprio
territorio. Essa, infatti, è sicuramente una porzione della superficie terrestre
delimitata da un punto di vista amministrativo e giuridico, nella quale si svolgono o
possono svolgersi attività umane quali allevamento, agricoltura, silvicoltura e turismo.
Dunque una realtà terrestre conosciuta da una data popolazione, adatta alla vita e
governata da regole ben precise. Tuttavia, il territorio-Foresta del Cansiglio manifesta
una certa debolezza per quanto concerne lunità interna e la difesa nei confronti
dellesterno. Mancano infatti questi due elementi che rendono tale un territorio e,
probabilmente, la mancanza di difesa nei confronti dellesterno non è altro che la
conseguenza più scontata della mancanza di unità interna. Il territorio-Foresta del
Cansiglio diventa, in questo modo, più vulnerabile, il legame con la comunità umana si
affievolisce o si rinsalda a seconda di logiche, obiettivi, politiche. Si disegnano così
nuove geografie, fatte di segni contrastanti, a volte indelebili. Segni che, proprio per
le caratteristiche di contraddittorietà e di permanenza che li contraddistinguono,
inducono a un ripensamento sostanziale e formale della regione geografica, il
territorio-Foresta del Cansiglio, considerata nellottica della sostenibilità.
Tutela ambientale; conoscenza, gestione e progettazione del territorio condivisa e
concertata; economia compatibile ed equa; recupero del ruolo degli Enti e della comunità
locale e del loro legame con il territorio; diffusione delle informazioni;
sensibilizzazione e formazione dellopinione pubblica; diffusione di forme di turismo
sostenibile; accordi volontari e partenariato tra Pubblico e Privato; collaborazione con
Enti e Istituti di Ricerca. In sintesi, sviluppo locale autosostenibile e
dunque cultura di autogoverno e di cura del territorio che non affidi la
sostenibilità dello sviluppo a macchine tecnologiche o a economie eterodirette, ma a una
riconquistata sapienza ambientale e di produzione di territorio da parte degli
abitanti, in un mondo popolato da tanti stili di sviluppo
(A. Magnaghi, Il progetto locale).
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