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<title>Cansiglio.it</title><link>http://www.cansiglio.it</link>
<description>Cansiglio.it</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Finalmente stampato il Calendario del Cansiglio]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img width="500" height="707" src="/public/amici del cansiglio_calendario2012-2.jpg" alt="" /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.cansiglio.itarticolo.asp?articolo=139]]></link>
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	<dc:date>2011-12-29T10:22:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Inchiesta de La Repubblica sui cervi del Cansiglio]]></title>
	<description><![CDATA[<p class="articleinfo"> 		 						<span class="author"> 				Fonte: JENNER MELETTI - la Repubblica			</span> 				 			|	 						<span class="created"> 				19 Dicembre 2011			</span> 			 			<br /> 				 		</p>
<h2>Nella foresta del Cansiglio nei prossimi anni sar&agrave; una strage di  cervi, da 3.000 dovranno arrivare a 1.400: Lo prevede il piano della  Regione Veneto: &quot;Devastano l&acute;ambiente e rubano il cibo a mucche e  caprioli&quot; . &nbsp;&quot;Abbiamo provato a recintare i terreni ma loro spinti dalla  fame spezzano pali e filo spinato&quot;</h2>
&nbsp;&Egrave; bellissima, la cerva che appare nel bosco. Per qualche minuto guarda  gli umani scesi dalla Land Rover poi tranquilla si rimette a mangiare un  piccolo abete rosso. &laquo;&Egrave; una pianta durissima, questo abete. Se lo  tocchi ti pungi. Ma ormai nel bosco ai cervi non &egrave; rimasto nient&acute;altro.  Questo &egrave; il loro paradiso, anzi lo era&raquo;, dice Michele Bottazzo, laurea  in Scienze forestali, responsabile della ricerca faunistica per Veneto  Foreste, l&acute;azienda della Regione che gestisce questa area demaniale.  &laquo;Purtroppo i cervi sono troppi e molti dovranno essere abbattuti&raquo;.&nbsp;<br />Cerca  le parole giuste, il tecnico degli animali e delle foreste. Sa che  quando si parla di cervi il pensiero va a Bambi, ai cacciatori cattivi  che bruciano il bosco e sparano&hellip; &laquo;Quando mi sono laureato, 25 anni fa,  mai avrei pensato che la fauna potesse diventare un problema. Erano  bellissimi, i nostri boschi dove cervi e caprioli vivevano assieme e  accanto a loro c&acute;erano i galli cedroni e i francolini di monte nascosti  fra i cespugli di ginepro e di lamponi&hellip; Adesso sono rimasti solo i cervi  e sono troppi. Se stiamo a guardare, in pochi anni questi animali  distruggeranno tutto il bosco, si ammaleranno e moriranno di fame. Per  questo dobbiamo fare gli abbattimenti. E i numeri, purtroppo, sono molto  pesanti&raquo;.&nbsp;<br />&Egrave; tutto scritto in un programma di 60 pagine, chiamato  &quot;Piano di controllo del cervo nel comprensorio del Cansiglio, 2011-  2013&raquo;. &Egrave; gi&agrave; stato approvato dalla Regione Veneto e ha ricevuto il  parere positivo dell&acute;Ispra, l&acute;Istituto superiore per la protezione e  ricerca ambientale. Si calcola che nel Cansiglio siano presenti  3.000-3.200 cervi e si scrive che almeno 400 all&acute;anno dovranno essere  uccisi. Nei tre anni gli abbattimenti dovranno raggiungere la cifra  compresa fra i 1.200 e i 1.400 capi. &laquo;Dovremo dimezzare la popolazione,  che negli ultimi 6-7 anni &egrave; raddoppiata. I cervi, senza nessun  intervento, aumentano ogni anno del 30-35%. Qui da noi solo del 15%,  perch&eacute; quando in inverno escono dalla zona protetta circa il 20% vengono  uccisi dai cacciatori delle riserve alpine. Per rispettare il piano  dovremo dare a questi cacciatori la possibilit&agrave; di prelevare altri 400 o  pi&ugrave; cervi all&acute;anno, e dovremo anche intervenire nell&acute;area protetta, con  40 prelievi all&acute;anno. Qui da noi interverranno i forestali in divisa.  Quest&acute;ultima operazione &egrave; anche una forma di dissuasione. I cervi sono  animali intelligentissimi. Se sentono gli spari, se vedono i loro simili  uccisi, capiranno che il Cansiglio non &egrave; pi&ugrave; un&acute;area sicura e  cercheranno di fuggire in altri boschi&raquo;.&nbsp;<br />Non &egrave; stato facile  preparare il piano, perch&eacute; la foresta del Cansiglio &egrave; divisa fra tre  province (Belluno, Treviso e Pordenone) e due Regioni, il Veneto e il  Friuli. &laquo;Siamo costretti a intervenire - racconta Michele Bottazzo -  anche perch&eacute; i cervi entrano nelle aziende che hanno i terreni in  concessione e tolgono il foraggio destinato alle mucche. Solo l&acute;anno  scorso abbiamo dovuto rimborsare pi&ugrave; di 50.000 euro per danni&raquo;. Fabio  Sperti, operatore forestale di Veneto Agricoltura, &egrave; la guida nel breve  viaggio nel &quot;disastro&quot; combinato dai tremila cervi. &laquo;Ecco, guardi questo  abete. Fino all&acute;altezza di due metri &egrave; scorticato e presto morir&agrave;. Le  madri con le zampe abbassano i rami pi&ugrave; alti per farli mangiare ai  piccoli. Guardi questo che era un bosco. Sono spariti tutti i piccoli  alberi in &quot;rinnovazione&quot;, cio&egrave; in crescita. Non c&acute;&egrave; pi&ugrave; l&acute;abete bianco,  pi&ugrave; dolce di quello rosso, non c&acute;&egrave; traccia di frassini, faggi, sorbo. Il  sottobosco &egrave; scomparso e qui c&acute;era pieno di lamponi, fragole, ginepro.  Piante che con i loro frutti davano da mangiare al gallo cedrone e al  francolino di monte. Dieci anni fa i caprioli erano la met&agrave; dei cervi.  Adesso sono scomparsi tutti, perch&eacute; i cervi - i maschi arrivano a  180-200 chili - sono pi&ugrave; forti e hanno preso tutto il cibo&raquo;.&nbsp;<br />Si &egrave;  provata anche la &quot;dissuasione&quot;, nei boschi del Cansiglio. &laquo;Abbiamo  chiamato i Forestali - dice Michele Bottazzo - che hanno sparato dardi a  salve che per&ograve; scoppiano a contatto con gli animali e li spaventano.  Non &egrave; servito a nulla. Abbiamo provato a recintare pezzi di bosco e di  prati ma i cervi, spinti dalla fame, riescono ad abbattere pali e filo  spinato. Le aziende agricole stanno impiantando recinzioni elettriche ma  il risultato non sar&agrave; positivo: i cervi saranno costretti a rimanere  nel bosco e lo devasteranno. E per muoversi passeranno per le strade,  con gravi pericoli per tutti. Per mostrare la differenza fra il bosco  con o senza cervo, abbiamo sbarrato piccoli pezzi di &quot;rinnovazione&quot;.  Ecco, dentro i piccoli recinti gli abeti sono alti due metri, fuori non  raggiungono il metro: sono e resteranno dei bonsai perch&eacute; il cervo ne  mangia le cime&raquo;.&nbsp;<br />Certi particolari del &laquo;piano di controllo&raquo; fanno  impressione. Dovranno essere abbattute soprattutto le femmine e i  piccoli sotto i 12 mesi, cos&igrave; si ferma la crescita. Si comincer&agrave; a  sparare nei prossimi giorni fuori dal Cansiglio e a primavera dentro la  foresta protetta. &laquo;Qui c&acute;era il paradiso. La presenza del cervo ha  aiutato anche il turismo. Nella stagione dei bramiti e degli amori, a  fine settembre e primi di ottobre, arrivano migliaia di appassionati e i  giovani delle cooperative guide naturalistiche trovano lavoro. Si  riempiono gli hotel, i rifugi e le osterie di tutto il comprensorio. Ma  il paradiso adesso si &egrave; rotto. Se non dimezzeremo i cervi i boschi  diventeranno un deserto. E il deserto non d&agrave; da mangiare a nessuno&raquo;.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.cansiglio.itarticolo.asp?articolo=138]]></link>
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	<dc:date>2011-12-27T10:04:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Salviamo il Paesaggio: un incontro a Vittorio Veneto]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img src="/public/salviamo.jpg" alt="" /></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.cansiglio.itarticolo.asp?articolo=137]]></link>
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	<dc:date>2011-12-15T09:15:20+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEL CANSIGLIO]]></title>
	<description><![CDATA[Dopo anni di impegni, assunti e puntualmente disattesi, la Regione Veneto si appresta a mettere in svendita il patrimonio pubblico esistente nell&rsquo;area del Cansiglio. Si tratta di strutture importanti, che hanno fatto la storia di una delle aree di grande pregio ambientale della nostra Regione, molte delle quali lasciate colpevolmente degradare, cos&igrave; da poter giustificare una loro sostanziale privatizzazione. La Regione Veneto porta la responsabilit&agrave; nel non aver voluto dare al Cansiglio una dimensione di Parco adeguata al valore ecologico, ambientale e paesaggistico che merita e di aver cos&igrave; vanificato politiche di valorizzazione ambientale e di sviluppo sostenibile che avrebbero potuto favorire nuove opportunit&agrave; per quanti nel Cansiglio vivono e lavorano. Ora Zaia annuncia l&rsquo;intenzione di mettere in vendita il Rifugio S.Osvaldo, l&rsquo;ex albergo San Marco, la ex caserma Bianchin, ma nell&rsquo;area molte altre propriet&agrave; pubbliche potrebbero finire nelle mani dei privati: case, malghe, prati&hellip; il tutto senza nessun confronto con le Amministrazioni Comunali e le realt&agrave; economiche, sociali, culturali che vivono e lavorano nell&rsquo;area. Con il suo permanente tono saccente e propagandistico dispone come se si trattasse dei beni della sua famiglia, dimenticandosi che il Cansiglio &egrave; un bene comune, che le strutture di propriet&agrave; della Regione sono tali perch&eacute; appartengono all&rsquo;intera collettivit&agrave;. I privati realizzeranno nell&rsquo;area le loro strutture ricettive di lusso, facendo buoni affari con il bene comune, snaturando la vocazione naturale dell&rsquo;area. Tutto ci&ograve; &egrave; inaccettabile, il Consiglio &egrave; un Bene Comune inalienabile, da riconsegnare ad un ambito di tutela e valorizzazione ambientale. La gestione da parte di Veneto Agricoltura  &egrave; stata fallimentare e di fatto ha aperto la strada alla privatizzazione. Serve un sostanziale cambio di indirizzo, il Cansiglio &egrave; un&rsquo;area unica nel suo pregio ambientale e nella sua funzione ecologica e va gestita in modo unitario, in rapporto con le comunit&agrave; locali, in ambito di un parco naturale interregionale<br /><br />&nbsp;Pietrangelo Petten&ograve; Consigliere regionale Federazione Sinistra Veneta]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.cansiglio.itarticolo.asp?articolo=136]]></link>
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	<dc:date>2011-10-23T17:15:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Comitato e Cacciatori discutono del Cansiglio]]></title>
	<description><![CDATA[L'incontro che si &egrave; tenuto a Fregona tra Comitato Parco Cansiglio, Ekoclub trevigiano e i presidenti delle associazioni venatorie di Vittorio Veneto e di Fregona ha visto tutti i presenti concordi su due punti importanti che riguardano la gestione del Cansiglio e della sua fauna selvatica:
1- la richiesta di una politica di conservazione naturale attiva pi&ugrave; incisiva per il territorio e la conseguente difesa della propriet&agrave; demaniale del Cansiglio
2- la comune convinzione che il cervo del Cansiglio costituisca una risorsa preziosa per il territorio e non una minaccia come paventato dagli allevatori del Cansiglio.
Nei prossimi giorni, a partire da queste premesse condivise, le associazioni presenti all'incontro si ritroveranno per concordate azioni comuni a difesa del Cansiglio e per una corretta gestione delle sue risorse. ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.cansiglio.itarticolo.asp?articolo=135]]></link>
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	<dc:date>2011-08-09T12:44:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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