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Il futuro delle Alpi è anche in Cansiglio. Di seguito riportiamo, in forma sintetica, la Newsletter del progetto.

Gentili signore, stimati signori, il gruppo di coordinamento del progetto "Futuro nelle Alpi" è lieto di presentarVi il 5° numero della Newsletter del progetto. Attraverso di essa, più o meno ogni tre mesi Vi terremo informati sulle novità del progetto.

Il gruppo di coordinamento Giuseppe Falbo, Andreas Götz, Johannes Heeb, Karin Hindenlang, Wolfgang Pfefferkorn, Aurelia Ullrich

PATRIMONIO DI SAPERE ALPKNOWHOW

Il patrimonio di sapere di alpKnowhow è ora on-line su www.cipra.org/futuro. Per ciascuno dei sei temi sono disponibili, in lingua inglese, un rapporto di lavoro, esempi di buone pratiche e pubblicazioni. È stato inoltre redatto un rapporto di sintesi relativo a tutti i temi con due appendici. Come risultato del lavoro svolto nell'arco di più mesi da circa 40 esperte ed esperti di tutti i Paesi alpini nell'ambito di alpKnowhow, i principali prodotti dell'attività di selezione ed elaborazione delle conoscenze sono ora disponibili on-line. I rapporti di lavoro riportano la situazione delle conoscenze di ciascuno dei sei complessi di domande di "Futuro nelle Alpi". Le affermazioni degli esperti sono documentate da riferimenti alle principali pubblicazioni ed esperienze relative a progetti esemplari da tutti i Paesi alpini. In conclusione gli esperti forniscono per ciascun tema una serie di raccomandazioni per la prassi e la ricerca scientifica. Un rapporto di sintesi raggruppa i risultati e le conclusioni di tutti i sei temi e formula i principali messaggi emersi dalla fase di ricerca. Attraverso il sito tutti gli esempi di progetti di successo e le pubblicazioni possono essere selezionati per Paesi e per temi. I progetti e le pubblicazioni sono descritti e valutati dettagliatamente. In molti casi viene offerta la possibilità di scaricare informazioni dettagliate e documenti di base. Come informazioni di approfondimento la CIPRA mette inoltre a disposizione documenti sui criteri per la selezione del sapere in "Futuro nelle Alpi", sulle condizioni di riferimento e gli scenari, nonché un glossario relativo al progetto e una raccolta di questioni aperte (come appendici al rapporto di sintesi). La fase del progetto alpKnowhow non ha tuttavia portato alla luce solo i risultati che si possono vedere e scaricare dal sito, ma ha anche contribuito a stabilire nuovi contatti tra gli esperti e le esperte. Si sono ampliate reti personali e si sono gettate le basi per cooperazioni a lungo termine. La trattazione dei temi di "Futuro nelle Alpi" in piccoli gruppi internazionali formati dalla CIPRA ha richiesto il superamento di alcuni ostacoli. Le esperte e gli esperti hanno superato barriere linguistiche e culturali, concordato metodi di lavoro e individuato modalità per un'organizzazione efficiente del lavoro di gruppo. A questo proposito sono stati di importanza fondamentale i tre incontri di due giorni ciascuno, in cui tutti i membri del gruppo hanno potuto confrontarsi insieme. È auspicabile che non solo le conoscenze elaborate in alpKnowhow, ma anche i nuovi contatti stabiliti possano rivelarsi utili nel lungo periodo.

Su "Futuro nelle Alpi"

Il progetto "Futuro nelle Alpi" è curato dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi CIPRA e finanziato dalla Fondazione MAVA per la protezione della natura. "Futuro nelle Alpi" è un progetto su vasta scala per la gestione delle conoscenze volto a promuovere uno sviluppo capace di futuro nello spazio alpino. Persone, imprese e istituzioni devono collegarsi in rete per favorire lo scambio di conoscenze e informazioni, metterle in pratica e dare così nuovi impulsi per uno sviluppo sostenibile nelle Alpi. La CIPRA con questo progetto dà un contributo all'attuazione della Convenzione delle Alpi. "Futuro nelle Alpi" mette in rete e fa conoscere iniziative nuove ed esistenti che conciliano la protezione della natura, i bisogni della popolazione e gli obiettivi economici. A tale proposito le conoscenze più recenti provenienti dalla ricerca e il sapere pratico basato sulle esperienze vengono messi assieme, valutati e preparati per l'applicazione (alpKnowhow). alpService mette i risultati a disposizione di un gran numero di operatrici e operatori. I progetti pilota sostenibili che si rifanno a tali conoscenze vengono sostenuti e seguiti. alpPerformance riunisce in una "Impresa Alpi" tutti i soggetti innovatori che operano in campo economico rispettando la sostenibilità. In "Futuro nelle Alpi" vengono trattati i seguenti sei temi: Creazione di valore aggiunto regionale, Capacità d'azione sociale, Aree protette, Mobilità, Nuove forme di processi decisionali, Politiche e strumenti. Durata del progetto: da luglio 2004 a dicembre 2007 www.cipra.org/futuro

Fonte: Cipra International

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Di Admin (del 03/07/2006 @ 20:09:03, in Storia, linkato 2747 volte)
Con l’accrescersi delle pubblicazioni sul Cansiglio, ad oggi se ne contano più di trecento, sull’origine del toponimo sono state formulate varie congetture ed interpretazioni, spesso in palese contraddizione tra di loro. Delle tante etimologie proposte (Campus Silius: Campo Silvio; Campus Sullae: Campo di Silla; Campus Silis: Campo del Piave; Campus silens: Campo silenzioso; Campus silvae: Campo della selva; Campus exilii: Campo dell’esiliato etc.) solo una sembra reggere ad un’accurata investigazione storico-linguistica e filologica ed è quella che fa derivare il toponimo da Campus concilii: Campo del concilio. Il primo documento ad attestare seppur genericamente il luogo, denominato Casillus, è un diploma di Berengario I (923 d.C.); il secondo è una Bolla pontificia (1185 d.C.), in cui compare invece la denominazione Campus Silius. Secondo i più importanti studiosi di topologia (Olivieri, Pellegrini, Marcato) quest’ultima grafia è uno svisamento di Casillus, cioè un errore di trascrizione del notaio estensore dell’atto. Si badi bene inoltre che questi due nomi, Campus Silius in maniera inequivocabile, indicano non il bosco ma il ‘Pian’, cioè la grande radura centrale. Tant’è che solo dal Seicento si comincia a parlare del Bosco del Cansiglio, prima la selva era denominata ‘Bosco d’Alpago’ o ‘Gran Bosco da remi di San Marco’. Il toponimo originario Casillus è probabilmente una sineddoche, cioè la parte, la radura centrale, che sta per il tutto, la foresta con i suoi canp (Cadólten o Canp de l’Armata, Canp de Mèzh, Canp de Sóra, Canpedèi, Canp de Mussa, Canpón e altri ormai obliati). Casillus poi nascerebbe dalla fusione di Campus, nel significato medievale di ‘spazio chiuso e delimitato’, e di concilium che, sempre nell’accezione medievale, indica un’unità consortile, cioè una proprietà fondiaria gestita da più comuni (d’Alpago, in questo caso). Esso è un toponimo metaplastico, originato cioè dalla fusione di due nomi con perdita e mutazione di alcuni suoni: Ca(mpuscon)cilii > Cacilii > Casilli (e poi dallo svisamento Campus Silius > Can(pus)Silius > Cansilius, di qui il dialettale Canséi e l’italiano Cansiglio). Il Cansiglio infatti, fin dall’epoca longobarda (ma si suppone anche in epoca romana, quantunque non esista alcuna attestazione scritta), era una proprietà rurale gestita comunitariamente. In epoca carolingia la proprietà nominale passò al Vescovo di Belluno, ma di fatto viene sempre sfruttata, specie per la monticazione, dai comuni d’Alpago dietro il pagamento di un affitto; l’esbosco invece era poco praticato per le difficoltà di avvallare il legname. E così per tutto il medioevo, anche se vari atti notarili testimoniano che i pascoli cadono progressivamente in mani private, fino a quando sarà bandito dalla Repubblica di Venezia nel 1548 per difenderlo dai tagli indiscriminati e dalla pressione dei pastori. Un’ulteriore conferma all’etimo del Cansiglio, secondo il Serra, sembra venire dal nome della mulattiera che vi conduceva, da Fregona, detta Conzhìa (corruzione orale di Concilium), presente in carta già dall’anno 1348. Cansiglio da Campus concilii dunque, a testimoniare anche nel nome un luogo che da secoli è patrimonio inalienabile della collettività.
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