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Di m.a. (del 16/09/2006 @ 10:05:29, in Comunità, linkato 1478 volte)
Barbara De Luca ci ha lasciati, ieri venerdì 15 settembre. Tra qualche giorno avrebbe festeggiato il suo trentottesimo compleanno, invece un male che chiamano "incurabile" se l'è portata via. E' stato detto che ci sono delle morti che pesano come piume e altre che pesano come montagne. La morte di Barbara pesa come una montagna! Pesa per la sua famiglia innanzitutto; pesa per la comunità di Fregona e del Cansiglio; pesa per il nostro movimento. Lei è stata prima figlia, poi moglie e madre esemplare. Noi vogliamo ricordarla anche per il suo impegno sociale, in particolare nel commercio equo-solidale di cui è stata una delle pioniere a Vittorio Veneto, per i suoi studi storici e antropologici ( un suo bellissmo saggio è pubblicato su cansiglio.it ), per la sua passione civile: ferma, solida, concreta, ottimista. Come era lei. Amava il Cansiglio a cui ha dedicato ricerche e lavoro e, fin da ragazza, è stata attiva e protagonista nel movimento di difesa ambientale. Lontana da ogni opportunismo e da ogni velleitarismo non ha mai mancato di esprimere le sue proposte, le sue opinioni e , in qualche occasione, anche le sue critiche, quando le riteneva necessarie di fronte ad atteggiamenti che vedeva come il frutto di un certo infantilismo di sinistra. I suoi giudizi erano sempre preziosi e imparziali, come la sua capacità di valutare l'operato concreto delle persone al là delle apparenze, da storica e da donna democratica, del popolo, quale è stata. Anche questo ci mancherà. Nella sua ultima fatale battaglia contro il cancro ha dimostrato tutto il suo coraggio, la tenacia, la voglia di affrontare le avversità della vita senza cedere alla disperazione e allo sconforto. Un esempio per tutti e un monito a chi le è stato amico. Non ti dimenticheremo mai. Addio Barbara, addio amica.
"Dal suo rifugio di Londra, immerso nella sua egocentrica routine, non era difficile a Clive pensare alla civiltà come alla somma di tutte le arti, compresi
design, cucina, buon vino e consimili. Ora però la realtà gli si mostrava per quello che era: chilometri quadrati di squallidi edifici moderni, il cui scopo
essenziale era quello di sostenere antenne televisive e paraboliche; fabbriche nelle quali si produceva ciarpame inutile da reclamizzare in Tv e, su desolate
distese, camion pronti al carico e alla distribuzione di quello stesso ciarpame; infine, a perdita d'occhio, soltanto strade e la tirannia del traffico. Lo scenario era
quello di un grossolano ricevimento, il mattino dopo. Nessuno l'avrebbe voluto così, ma a nessuno era stato chiesto un parere. Nessuno aveva previsto nè
scelto tutto questo, ma la maggior parte era costretta a viverci..... Di quando in quando, ora che il treno acquistava velocità e si allontanava di più da Londra,
compariva qualche scorcio di campagna e con essa l'inizio di una bellezza, o per lo meno la sua memoria, finchè, pochi secondi dopo, l'illusione si dissolveva
alla vista di un fiume costretto dentro un canale in cemento o di un'improvvisa spianata di coltivazioni senza più un albero nè una siepe, e strade, nuove
strade incessanti e spudorate, come se contasse soltanto l'essere altrove. Rispetto al benessere di qualunque altra creatura vivente sulla terra, il progetto
umano non era stato solo un fallimento, ma un autentico errore sin dal principio.
( Ian McEwan. Amsterdam. Einaudi1998)
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