|
Tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Oggi, in tutto il Veneto, i tori non ammontano che a qualche decina, a farla grande. Selezionati con rigore scientifico secondo i più avanzati protocolli genetici. Ma, di vacche, non ne toccano, neanche di striscio. O meglio, una sola: ed è, di quelle, un simulacro meccanico riposto in una camera asettica, cui cono costretti a far visita ogni giorno. La vagina del fraudolente bovino, degno di Dedalo e di Pasifae, unta di sostanze chimiche e feromoni a stimolare ed indurre alla copula, ne raccoglie il seme al fondo. Che, suddiviso in dosi bilanciate, viene venduto a caro prezzo agli allevatori, italiani ma anche europei, che procedono all’inseminazione artificiale delle vacche.
Era il Biso un toro di una mole straordinaria, possente, elegante nel portamento, altero ma non superbo, docile quanto mansueto seppur saltuariamente ombroso. Di razza bruno-alpina, si mostrava impiantato su quattro zampe corte e nerborute, garretti d’acciaio, con una groppa gonfia di muscoli e… LEGGI E STAMPA IL RACCONTO (SCARICA IL FILE PDF)
|