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Tutti gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
1265 (milleduecentosessantacinque) tra persone e gruppi hanno firmato l'appello di Cansiglio.it per la salvaguardia del Pizzoc. I prossimi mesi saranno decisivi per questa montagna, ancora in ballo tra speculazione e salvaguardia. Oggi la speculazione ha un nome ed un progetto che si chiama FUNIVIA.
Entro il 3 luglio si possono inviare alla Regione Veneto le osservazioni al nuovo PTRC. Per quanto riguarda il Cansiglio, sosteniamo la richiesta che sia mantenuta la sua destinazione a parco naturale. SCARICA DA QUI IL MODULO DA COMPILARE E FIRMARE IN DUPLICE COPIA. IL 3 LUGLIO A VENEZIA CI SARA' LA CONSEGNA DELLE FIRME IN REGIONE. IN ALTERNATIVA SI PUO' SPEDIRE.Il nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) dichiara di avere come obiettivo generale la protezione del territorio. Come indicatore generale dello stato di qualità ambientale il Piano prende a riferimento l’impronta ecologica delle attività antropiche e la biocapacità del territorio. Dal confronto tra i due indicatori risulta che l’impronta ecologica del Veneto è di 6,43 ettari pro capite, mentre la biocapacità è pari a solo 1,62 ettari pro capite. Da cui emerge un deficit ecologico (calcolato nel 2006) pari a 4,81 ettari pro capite. (La media nazionale italiana è 2,9 ettari per abitante di deficit). Tra le cause il Piano individua la diffusione urbana e infrastrutturale, il consumo di suolo e la conseguente perdita di biodiversità. Da questo grave squilibrio, che indica come lo sviluppo urbano stia intaccando le risorse e i processi naturali vitali degli ecosistemi regionali, deriva la necessità di prendere misure urgenti capaci di far rientrare le attività antropiche dentro parametri di sostenibilità ambientale. La prima misura da prendere per riequilibrare impatti e carring capacity degli ecosistemi naturali (la capacità funzionale di assorbimento, metabolizzazione e rigenerazione delle emissioni e delle immissioni di inquinanti) è quella di aumentare la biocapacità del territorio. In tal senso l’azione più diretta ed efficace è sicuramente quella di aumentare le aree protette e i parchi naturali. Oggi nel Veneto sono stati istituiti: un parco nazionale, cinque parchi naturali regionali, tredici riserve naturali statali, sei riserve naturali regionali. Si tratta solo di una piccola parte di quanto era stato previsto e mai realizzato dal PTRC del 1992 (Provvedimento consiliare n.382 del 28 maggio 1992, vedi l’elenco dei 62 siti). Considerando che la relazione ambientale riconosce che la nuova “Rete ecologica” prevista dal Ptrc presenta “Tutele generalizzate localmente insufficienti” e che “sono comunque necessari meccanismi di recupero della biodiversità”, si rende necessario mantenere le previsioni del Piano del 1992 fino alla loro integrale realizzazione. In particolare si chiede il mantenimento degli ambiti per l’istituzione del parco naturale regionale di: Monte Pelmo, Monte Civetta, Marmolada Ombretta, Monte Baldo, Antelao-Marmarole - Sorapis, Pasubio e Piccole Dolomiti Vicentine –Monte Sommano, Bosco del Cansiglio, Monte Luppia San Vigilio, Medio corso del Brenta, Ambito fluviale del Mincio, Laguna di Venezia, Laguna di Caorle
DOMENICA 9 NOVEMBRE 2008 21° INCONTRO DI ALPINISTI ED AMBIENTALISTI IN DIFESA DELL'ANTICA FORESTA DEL CANSIGLIO 9.30 raduno presso il villaggio cimbro di Pian Canaie, dentro la Foresta del Cansiglio ( da Campon-Pian Rosada a Colindes di Tambre) 10 partenza 1130 arrivo a Casera Palantina ( m 1.580), pranzo al sacco, aggiornamento sulla situazione del Cansiglio nell'ultimo anno 13 per chi se la sente ed è in grado, partenza per Forcella Palantina (m 1.780) 14 in "Val di Sass", poco lontano da Forcella Palantina, incontro con il gruppo salito da Pian Cavallo. Visita all'Ander de le Mate. 14.30 inizio rientro per info: Ecoistituto del Veneto Alex Langer 041/935666, toio de savorgnani 0438/581989 Fonte: www.ecoistituto-italia.org
APPELLO AL SINDACO DI FREGONA E ALLA REGIONE VENETO

La cima del Monte Pizzoc è stata messa in vendita da Italcementi. Il Comune di Fregona sta trattando l'acquisto dei pascoli e del Rifugio Città di Vittorio Veneto, ma non ha le risorse sufficienti per acquisirli entrambi. Per questo motivo il Rifugio verrà acquistato da parte di un privato contro la richiesta avanzata dalle associazioni degli Alpini, che lo hanno in gestione, e che hanno chiesto che diventi proprietà pubblica. Ritenendo che il Cansiglio rappresenti un bene comune che lo Stato ha il dovere di tutelare. Ritenendo anche che il Demanio, che oggi si estende sul gran parte della Foresta, debba essere esteso anche ai territori esterni alla foresta con l'acquisizione dei terreni e dei pascoli eventualmente messi in vendita dai loro proprietari; - ritenendo inspiegabile che lo Stato metta a disposizione 250.000 euro (come riportato dalla stampa locale) per la sistemazione della strada del Pizzoc e non trovi i fondi per acquistare il Rifugio Città diVittorio Veneto. - Chiediamo che lo Stato per mezzo della Regione Veneto e dei suoi Enti Strumentali, in accordo con i Comuni di Fregona e di Vittorio Veneto si adoperi affinchè la proprietà di Italcementi venga acquisita al Demanio pubblico. - Chiediamo che la cima del Pizzoc venga bonificata e salvaguardata e che il "Parcheggio della Pace" diventi la Cima della Pace. - Chiediamo che la viabilità venga regolamentata e che si provveda alla messa in sicurezza della strada che porta al Rifugio, oggi priva di protezioni. - Chiediamo che il Rifugio Città di Vittorio Veneto venga destinato al turismo sociale e all'escursionismo e che sia valorizzato come punto di sosta e di appoggio per l'Alta Via n.6 dei Silenzi per il Comitato Parco Cansiglio, Mario Azzalini
15/11/2007- La Provincia di Belluno prende posizione: il testo della Delibera di Giunta
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Oscar De Bona frena «Prima bisogna sentire i comuni»
In merito alla proposta avanzata da Guido De Zordo di ampliare il Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi da lui presieduto, con l'inserimento della foresta del Consiglio, l'assessore regionale Oscar De Bona si dichiara "cauto".Tale idea - come emerso dagli interventi dello stesso presidente De Zordo nei giorni scorsi - avrebbe l'obiettivo di creare un'unica grande area protetta interregionale capace di collegare il Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi con quello regionale delle Dolomiti friulane inserendovi la foresta del Consiglio; dove peraltro è programmata l'istituzione di una riserva naturale regionale. In un recente incontro tra gli assessori del Veneto Oscar De Bona e Flavio Silvestrin, dopo un'ampia disamina di tutta la tematica, si è convenuto che prima di assumere qualsiasi decisione è indispensabile indire alcuni incontri con i sindaci dei comuni in cui ricade il territorio del Consiglio: Tambre, Farra d'Alpago e Fregona.«E' fondamentale sentire i comuni interessati - specifica De Bona - perché sul futuro della prestigiosa area, già bosco della Serenissima, non si può prescindere dalla volontà delle popolazioni direttamente interessate. Solo seguendo questo percorso si potranno raccogliere le proposte più adatte per la tutela e la valorizzazione dell'importante altopiano. A tali osservazioni dovranno essere aggiunte anche quelle espresse dall'Ente parco e da associazioni ambientaliste, insieme con alcune iniziative avanzate dall'assessore Silvestrin stesso». (Il Gazzettino di Belluno.20/9/2007)
2007-05-27 Adige: Ancora un no al carosello sciistico di TIZIANO BIANCHI, ALTIPIANI CIMBRI Ancora un no al carosello sciistico della valle delle Lanze fra i boschi d'incanto di Lastebasse che dividono la provincia di Trento da quella di Vicenza. «Montagna con orrore» in ironica opposizione allo slogan dell'Apt «Montagna con amore»: la scritta in rosso risaltava sul grande lenzuolo che ieri mattina è stato issato sulle palizzate del cantiere dell'impianto in costruzione in località Tre Sassi. Ad issarlo gli autoconvocati della «assemblea della Valle delle Lanze». In sostanza alcuni rappresentanti della manifestazione di domenica scorsa. Ieri, una cinquantina di ambientalisti, alcuni partiti da Forte Cherle a Folgaria, altri dal vicentino, si sono incontrati davanti al cantiere già presidiato dalle forze dell'ordine: una decina di agenti di polizia, carabinieri e guardia forestale. Che però si sono limitati ad osservare quello che stava accadendo senza mai intervenire. Del resto la dimostrazione, pure non autorizzata, aveva un'aria e un'intenzione del tutto pacifica. Sul posto insieme a ragazzi e giovani anche intere famiglie con bambini in braccio e sulle spalle quasi come ad una gioiosa scampagnata. Non ci sono stati disordini. Né contatto fra forze dell'ordine e manifestanti. Ai Tre Sassi, così si chiama il luogo dove sta sorgendo la gigantesca sciovia finanziata da una società del Carosello Sky di Folgaria, ieri mattina si sono presentati, come si diceva, una cinquantina di militanti di diverse associazioni ambientaliste e comitati locali «che stanno cercando di fare rete per opporsi alle speculazioni che qui come in altri luoghi stanno divorando la montagna», ha spiegato Stefano Mayer di Mountain Wilderness. Bene, ieri mattina alle nove gli ambientalisti hanno issato il loro lenzuolo sulla palizzata che protegge il cantiere all'interno del quale si scorgevano muoversi alcuni lavoratori. Che però quasi subito hanno smesso di lavorare e se ne sono andati. Per poi tornare nel primo pomeriggio per effettuare solo un breve giro di ispezione senza comunque riprendere il lavoro: «Abbiamo parlato anche con loro, abbiamo spiegato quali siano le nostre posizioni. Cerchiamo solidarietà e cerchiamo di fare rete anche con loro». Difficile, però, che questo ieri sia accaduto: i lavoratori stranieri del cantiere sembravano infatti più interessati a salvaguardare il loro posto di lavoro che a prestare attenzione alle denunce degli autoconvocati. Ma tant'è: «Intanto un obiettivo lo abbiamo raggiunto - ha spiegato sempre Mayer - ieri il cantiere non è andato avanti. I lavori sono stati fermati. E questo era quello che ci eravamo prefissati di fare». Soddisfazione scritta in faccia, quindi, fra di loro. Almeno per questo primo risultato. Poi una lunga assemblea di coordinamento andata avanti fino a dopo mezzogiorno: «Per discutere e definire le prossime iniziative; iniziative che non si fermeranno qui: domenica prossima parteciperemo anche noi alla protesta della Sat sul Tremalzo dove comitati simili al nostro si stanno opponendo ad una speculazione come quella che sta avvenendo qui». Speculazione. Questa la parola che ieri andava per la maggiore fra gli autoconvocati. Una gigantesca operazione immobiliare e scioviaria - di cui l'impianto che ieri è stato preso di mira e che dovrebbe essere completato entro il prossimo autunno sarebbe solo il primo tassello - la cui cabina di regia sarebbe a Folgaria e che dovrebbe svilupparsi sul versante veneto: cifre che, hanno spiegato ieri gli ambientalisti dei Tre Sassi, nel giro di pochi anni sono passate da cinquanta milioni di euro a oltre cento milioni. Cifre da capogiro. A farne le spese la montagna e i boschi fra Vicenza e il Trentino, in una zona ricca di vestigia della Prima Guerra Mondiale e di reperti risalenti al neolitico. Il blocco del cantiere è stato chiesto anche alla magistratura di Vicenza da un esposto attualmente all'attenzione del sostituto procuratore: si ipotizza la violazione della legge 78 del 2001 che impone la tutela dei siti della Grande Guerra. Sui reperti del neolitico invece la Soprintendenza di Padova ha annunciato un pronunciamento. Fonte: www.folgaria235.com
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO OTTAVA LEGISLATURA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA GARA AUTOMOBILISTICA IN CANSIGLIO : UNA SCELTA CHE NULLA CENTRA CON LE GIUSTE POLITICHE DI VALORIZZAZIONE DELL’INESTIMABILE PATRIMONIO AMBIENTALE Presentata 18 APRILE 2007 dal consigliere , Pietrangelo Pettenò
Nei giorni 20,21,22 aprile si terrà in Comune di Fregona (TV) la 35° Vittorio Veneto-Cansiglio, gara di corsa automobilistica in salita con partenza da Fregona e arrivo in località Valsalega, sulla Strada provinciale 422 Alpago Cansiglio. Ritenendo che le manifestazioni sportive debbano trovare localizzazione in ambienti compatibili e in grado di reggere l'impatto naturale che producono e che questo non sia il caso del Cansiglio, della sua secolare foresta, delle colline e dei suoi pascoli che rappresentano un patrimonio irrinunciabile per la Comunità regionale ed europea ed un bene comune da difendere e tutelare con politiche e regole precise, Ritenendo altresì che questa Gara automobilistica, che si tiene ai limiti di una Zona protetta, contrasta con ogni idea e progetto di sviluppo sostenibile del Cansiglio e dei Comuni limitrofi, fondato sulla salvaguardia del patrimonio forestale, sulla valorizzazione economica del territorio e dei suoi prodotti tipici, sul turismo naturalistico, escursionistico e gastronomico a cui questo territorio è vocato. Preso atto che la strada provinciale sarà chiusa nelle giornate di gara con notevole disservizio per le strutture ricettive locali e che non sono da escludere problemi di sicurezza dovuti al fenomeno delle prove abusive notturne nei giorni che precedono la gara. interroga la Giunta Regionale per sapere: se non sia il caso di non autorizzare una gara automobilistica ai margini di una zona protetta o di adoperarsi affinchè gare come questa trovino una diversa locazione se e come intenda adoperarsi direttamente per garantire sicurezza e tranquillità ai residenti o comunque attivarsi presso il Prefetto di Treviso e il Sindaco di Fregona affinché la vigilanza sia in ogni caso garantita anche nelle ore notturne.
Il progetto di collegamento sciistico Palantina Pian Cavallo rappresenta uno spreco ed un errore. Un recente rapporto del WWF conferma in pieno la nostra posizione. I cambiamenti climatici hanno già mutato il paesaggio alpino come testimonia l’arretramento dei ghiacciai ma si continuano a costruire impianti da sci anche a bassa quota. C’è sempre meno neve, le precipitazioni sono diminuite negli ultimi 30 anni di quasi il 20% con punte del 40% alle quote più basse, per attirare gli sciatori che in ogni caso sono in calo si ricorre sempre più all’innevamento artificiale che porta a grossi impatti ambientali, soprattutto per quanto riguarda il regime delle acque. Il WWF Italia – Programma europeo Alpi nel rapporto “Alpi e turismo: trovare il punto di equilibrio” ha analizzato nel dettaglio come i cambiamenti climatici stiano già ora portando conseguenze sulle nostre montagne e come l’industria del turismo invernale non ne stia ancora tenendo conto. >> Scarica il Rapporto Alpi e Turismo (formato PDF)
Lunedì, 8 Gennaio 2007 Ipotesi di collegamento, intervento del presidente Asquini Piancavallo -Cansiglio Il «no» del Club alpino
«Giù le mani dal Piancavallo!» tuona la sezione di Pordenone del Club alpino italiano sull'ultimo numero del suo periodico. A entrare nel merito della questione è l'ingegner Bruno Asquini con un intervento. Occorre precisare che la tutela dell'ambiente montano è tematica integrante dell'impegno istituzionale del Cai, ente riconosciuto anche come associazione ambientalista dal competente Ministero. Nello specifico si fa riferimento all'evoluzione delle stazioni sciistiche e alla realizzazione di nuove strade forestali o di servizio messe in cantiere dall'ente Regione, laddove si punta all'estensione del demanio sciabile e alla progettazione del collegamento transfrontaliero fra Piancavallo e Cansiglio . «Voglio solo ricordare - attacca Asquini - che la posizione ufficiale del Cai è di ragionata e ferma contrarietà alla costruzione di nuovi comprensori sciistici e all'ampliamento di quelli esistenti, rispetto ai quali proponiamo modelli più coerenti con la vera vocazione delle Alpi nell'attuale contesto europeo». Oggetto specificatamente additato è appunto il comprensorio del Piancavallo: «Qui da tempo si sta lavorando a nuovi impianti - annota Asquini - quest'anno è la volta del Tremol 2 e della relativa pista, la cosiddetta Nazionale Alta, una sorta di autostrada verticale che ignora la morfologia originale dei luoghi e a colpi di ruspe inventa curve, rettifili e pendenze. Incomprensibile e offensivo. Si scava, si sposta e si riporta affinché nessuna gobba disturbi l'elegante e allo stesso tempo monotona discesa dei turisti sciatori. E tutto ciò avviene a ridosso delle cime del Cavallo limando sentieri, seppellendo cavità d'interesse speleologico e cambiando la geografia». A questo punto sale sul banco degli "imputati" il presidente della Regione, Riccardo Illy, avendo questi pronunciato le parole «andrà pure perseguito, nonostante le resistenze del mondo ambientalista, il collegamento con il Cansiglio ». Nel citare questa dichiarazione, Asquini puntualizza che «nessun collegamento col Cansiglio è pensabile se non stravolgendo irrimediabilmente l'area». L'ingegnere appone il suo totale diniego al progetto sottolineando altresì che energie e risorse vadano piuttosto indirizzate alla ricerca di qualità, di cui la corretta valorizzazione dell'ambiente costituisce parte fondamentale. Il Gazzettino 8/1/2007 D.F.
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