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La Tribuna di Treviso, 36.6.2003

 

Nei boschi, invece, potrà restare sopraelevato. Le condizioni saranno poste alla società Grtn in una trattativa
«Elettrodotto sì, ma interrato»
La Regione si schiera: «Nei centri abitati linee sotto terra»

di Francesco Dal Mas
VITTORIO VENETO. Elettrodotto «tradizionale» lungo i boschi, ma interrato nei centri abitati. E' la condizione che la Regione ha posto a «Grtn», la controllata dell'Enel che eseguirà l'impianto. «Una condizione irrinunciabile», dice l'assessore regionale alle Politiche energetiche, Floriano Pra.
«Per non essere fraintesi - prosegue Pra - abbiamo chiesto esplicitamente che l'autostrada elettrica passi in tunnel nei comuni del Trevigiano, quando si avvicina a case, baite, luoghi di lavoro, e in Alpago e che vada a sostituire almeno una parte delle linee ad alta tensione esistenti, come in Val Lapisina o a Ponte nelle Alpi: cinque nel primo caso, nove nel secondo». La formale richiesta a Grtn è stata avanzata da qualche settimana e la Regione è in attesa di una risposta. «In altre parole - spiega l'assessore regionale Antonio Padoim, che risiede a Pieve di Soligo - qualora l'elettrodotto si dovesse davvero realizzare, per Sarmede e per Cordignano dovrà passare sotto terra, non in alto. E, in ogni caso, lontano dalle case e dalle fabbriche, ovvero nel pieno rispetto della legge regionale sull'elettrosmog». Padoin va anche oltre, anticipando che a questo orientamento della Regione si rifarà anche la Commissione regionale di valutazione dell'impatto ambientale, che nei prossimi giorni prenderà in esame gli elaborati presentati da Grtn. «Ho l'impressione, però, che quelli di Grtn facciano un po' troppo di testa loro, nel senso che non avrebbero tenuto in conto nella dovuta misura le riserve espresse dai sindaci. In altre parole, avrebbero ripresentato l'originario progetto». Dal Fadalto la condotta si arrampica lungo il versante nord del monte Pizzoc e, dopo aver raggiunto circa i 1700 metri, farebbe bella mostra di sé, cavalcando i rilievi più alti fino in località Cadolten, in territorio di Fregona, per spingersi poi in quello di Sarmede.
Il Comitato per il parco del Cansiglio non vuol saperne dell'elettrodotto, né sotterrato, tanto meno in vista. «Neppure la Regione vuol saperne - puntualizza Pra e conferma Padoin - però, essendo previsto dalla legge obiettivo,rischia di passare sulle nostre teste».
«C'è di peggio - aggiunge Pra - ho la sensazione che i gestori delle linee di trasmissione non vogliano sentire obiezione. Con l'Enel è possibile trattare, con loro no. Il nostro tentativo è di metterli attorno a un tavolo, per cercare almeno delle compensazioni nel senso di una razionalizzazione delle linee. Però è molto difficile».

 

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