La
Tribuna di Treviso. Martedì 5 maggio 2003
Chiederanno lo «stop»
all'impianto o l'eventuale interramento della linea. Ma, in subordine, sacrificheranno i
pendii
«L'elettrodotto passi nel bosco»
I sindaci alla ricerca di una «soluzione di compromesso»
Scottà: «Piuttosto che vada a intaccare i centri abitati...»
di Francesco Dal Mas
VITTORIO VENETO. «Meglio nascondere l'elettrodotto in mezzo al bosco che farlo passare in
cima al monte Pizzoc, dove tutti lo vedono». E' quanto il sindaco Giancarlo Scottà
andrà a sostenere venerdì nell'incontro con i tecnici dell'ente gestore Grtn.
I tecnici proporranno agli amministratori di Fregona, Sarmede e Cordignano, oltre a
Vittorio Veneto, un'ipotesi più definita di tracciato. I sindaci continuano a ripetere
che non vogliono alcuna condotta, ma siccome la linea Lienz-Cordignano è compresa nella
legge già approvata dai competenti organi dell'Ue, dovranno piegarsi a una soluzione di
compromesso. L'interramento è l'alternativa da tutti sostenuta (anche dalla Regione e
dalla Provincia), ma pare costi troppo. «Venerdì continueremo a dire che questo
"autostrada elettrica" non la vogliamo, ma aggiungeremo anche che, se dovremo
necessariamente subirla - anticipa il sindaco Scottà - chi la propone dovrà indicare un
percorso che sia il meno impattante possibile. Un elettrodotto che transita sulla vetta
del monte Pizzoc sarebbe visibile da tutta la pianura, quindi sarà meglio farlo scendere
fra gli alberi». Il costo ambientale, però, non sarà meno pesante. Dovranno essere
tagliate migliaia di piante. «Mi rendo conto del problema - ammette Scottà - Vorrà dire
che si sceglieranno pendii con scarsa vegetazione. O, comunque, con ambiente forestale di
scarsa qualità. E' evidente, infatti, che è meglio risparmiare una casa o una baita
piuttosto che qualche pianta rinsecchita». Il dibattito, dunque, si apre sul futuro,
sulle possibili soluzioni di compromesso. Gli ambientalisti, invece, tengono ancora duro.
Domenica saranno in cima al Pizzoc (appuntamento alle ore 11, con seguito di interventi,
raccolta di firme, consumazione al sacco e festa popolare) per continuare a manifestare
«il più rotondo no» all'infrastruttura. Ed essenzialmente per due ragioni: non serve,
il Veneto è più che autonomo per il fabbisogno energetico; le conseguenze dei campi
elettromagnetici sarebbero troppo pesanti nelle aree urbanizzate, come quelle di Sarmede e
soprattutto di Cordignano».
Perplessità anche rispetto alle ipotesi di compromesso.
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