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Treviso, mercoledì 9 aprile 2003, V di Quaresima

LA POLEMICA
L'elettrodotto di Cordignano è il regalo di Berlusconi

Luca De Marco consigliere provinciale ds

Il progetto per il passaggio nei comuni di Vittorio Veneto, Fregona, Sarmede e Cordignano dell'elettrodotto da 380 Kv è l'ennesimo regalo del Governo Berlusconi Bossi Fini ai cittadini trevigiani.
Lo sconsiderato progetto della legge obiettivo numero 433 del 2001 di avocare al Comitato interministeriale per la programmazione economica tutti i permessi che erano normalmente richiesti per la realizzazione di grandi opere (dice la legge: «tutte le autorizzazioni e le concessioni necessarie, comprensive della localizzazione dell'opera, devono essere attribuite al Cipe») esautora gli Enti locali dalla possibilità di avere qualsiasi possibilità di controllo su opere di grande impatto ambientale, sociale e sanitario.
Per questo il Centrosinistra ha a suo tempo contestato l'incostituzionalità della legge obiettivo, anche alla luce del nuovo titolo V della Costituzione che conferisce maggiori margini di autonomia agli enti di governo locale.
Il Cipe ha approvato con delibera del 21 dicembre 2001, nell'elenco delle ben 250 opere di interesse strategico (la corsia preferenziale viene così estesa praticamente a tutte le opere pubbliche del paese, che sono dunque sottratte al controllo delle autonomie locali), il progetto di elettrodotto Lienz - Cordignano - Venezia Nord. Da allora gli enti locali non sono stati informati dal concessionario Grtn spa dello stato di avanzamento del progetto e tantomeno del tracciato.
Di fronte alle preoccupazioni e agli allarmi espressi dai comuni interessati, Cordignano in primo luogo, la Regione, per bocca dell'assessore Floriano Pra, ha addirittura negato che si sarebbe realizzato alcun elettrodotto. Oggi sappiamo che invece il progetto c'è ed è particolarmente impattante sull'ambiente e sul paesaggio di una delle zone più naturalisticamente pregiate della provincia e del Veneto.
Il tracciato della linea sembra inoltre buttato giù in un momento di allegria dei progettisti, che hanno fatto terminare i tralicci della linea giusto nel raccolto e grazioso centro cittadino di Cordignano, senza neanche peritarsi di verificare come la centrale Enel stia qualche kilometro più a sud.
A fronte di questo progetto è necessaria una forte e coesa mobilitazione di tutti gli Enti locali, dalla Provincia ai Comuni alla Comunità montana delle Prealpi Trevigiane, per opporsi risolutamente ad un progetto portato avanti in maniera silente e senza spiegazioni sulla sua necessità e sul suo impatto sul territorio.
In questo senso i distinguo avanzati dal sindaco di Vittorio Veneto appaiono fuori luogo: dire che l'importante è che le linee non passino vicino alle scuole equivale alla fin fine a dare il benestare al passaggio dell'elettrodotto sul territorio Vittoriose, dato che non sono previste nuove scuole in Val Lapisina.
Così come appare strana la lentezza della Comunità nel redarre la delibera di approvazione di un ordine del giorno che esprimeva l'opposizione al progetto e la volontà dell'ente di far da coordinamento ai Comuni contro l'elettrodotto.
L'ordine del giorno è stato approvato il 10 febbraio ma solo il 2 aprile è stato possibile avere a disposizione la relativa delibera.
Auspichiamo che il fronte di opposizione all'elettrodotto sia quanto più ampio e trasversale possibile. Come nel caso del Decreto Gasparri, anche a coloro che sostengono il Governo Berlusconi non può non essere evidente il carattere centralistico e sprezzante delle esigenze dei cittadini e dei territori che emerge da questi provvedimenti e il dovere amministrativo di salvaguardare i diritti del proprio territorio.
La Lega in particolare dovrebbe ricordarsi delle sue tante battaglie verbali contro il centralismo e per l'autonomia della Provincia e chiedere a Bossi che alla cena del lunedì ad Arcore non vada solo a trattare sulle poltrone ma anche sui problemi concreti del paese.
La Provincia può e deve rivestire un ruolo centrale in questa battaglia per l'autonomia del territori; chiediamo perciò che questa amministrazione provinciale, utilizzando la grande sapienza mediatica dimostrata in altre occasioni, si adoperi in ogni modo per portare ai massimi livelli di attenzione questo scempio del territorio e denunciare il forsennato centralismo del Governo Berlusconi Bossi Fini.

 

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