La ex base
missilistica di Pian Cansiglio nelle foto di Alan Chies
Tredici scatti contro tutte le
Zone off limits.
Il lavoro di Alan Chies fa emergere dalla Zona, in questo caso la ex Base
missilistica di Pian Cansiglio, una realtà di separazione e di chiusura di una parte
importante del territorio del Cansiglio. Le sue foto sono implacabili prese di coscienza
di una dimensione che fa a pezzi le patinate immagini di tanti artisti delleffimero
e del naturale . Quelle immagini che ci vengono continuamente rilanciate dai depliant e dalle cartoline prodotti
dagli Uffici Turistici e dagli Enti Gestori del Territorio; quelle immagini che si
sforzano pateticamente di mistificare la realtà del nostro territorio tenendoci nascosti
i segni e le cicatrici di vecchie follie e di nuove violenze che convivono e compenetrano
la bellezza della sue foreste e dei suoi pascoli.
Negli
occulti anfratti off-limits della Zona, nelle sue recinzioni, nei suoi bunker di
cemento armato, nelle sue piazzole un tempo destinate al lancio dei missili, e oggi
abbandonate alla vita selvaggia delle piante e degli animali che lentamente e
spontaneamente ne stanno riprendendo possesso, noi
vediamo lAltro Cansiglio. In questo
scenario irreale e fantascientifico, noi
percepiamo lesistenza del Lato Oscuro che è tra noi, attorno a noi. La memoria ancestrale della foresta e del
pascolo che portiamo dentro il nostro inconscio di boscaioli, contadini e pastori ne viene
irrimediabilmente contaminata e sfregiata, privandoci in questo modo, del nostro diritto
al paesaggio della memoria e alla memoria del paesaggio.
Non è affatto un caso che questo nostro giovane amico e compagno rivendichi la lezione
del grande Maestro russo Andrei Arsenevic Tarkovskij (1932-1986) che nel celebre
film Stalker (1979) ci parla del pericolo imminente della comparsa di Zone off-limits,
dove luomo e la natura perdono la loro dimensione naturale e sociale, per diventare luoghi separati e fuori controllo,
profetizzando ciò che di là a poco sarebbe successo nella tragedia nucleare di
Cernobyl.. Tutti coloro che si sono battuti in questi ultimi anni, contro ogni tipo di
Zona Chiusa, fosse essa una discarica di
uomini alla periferia di Nairobi, la Genova blindata nei giorni del G8, un ghetto di Bassora nei giorni delle bombe o i
siti dismessi delle basi militari come questo del Cansiglio,
troveranno nelle fotografie di Alan Chies una conferma ed un invito a non fermarsi, ad
andare avanti, per una nuova e più ampia democrazia globale.(Mario Azzalini, 1 maggio
2003)