Contro lampliamento
della strada statale, le antenne della telefonia in cima al Pizzoc e la centrale eolica
sul Fadalto
Sotto la neve il raduno in Pian Cansiglio
Lunga serie di no degli ambientalisti alle proposte per la
foresta
Una bufera a Casera Palantina non ha
fermato i trecento partecipanti
TAMBRE DALPAGO. Sole ed aria frizzante alla partenza.
Neve allarrivo. Pioggia battente al ritorno. Il tempo pazzo di questi giorni si è
materializzato anche al 18º raduno degli ambientalisti e degli alpinisti del Veneto e del
Friuli-Venezia Giulia sul Cansiglio.
Ma non li ha affatto scoraggiati nella protesta ai 1800 metri della Val
Palantina.
Rotondo, infatti, è stato il no allampliamento della statale del Cansiglio,
«quasi dovesse diventare unautostrada»; allantenna per la telefonia mobile
in vetta al monte Pizzoc, sopra Fregona e Vittorio Veneto; a nuovi impianti di salita dal
Cansiglio a forcella Palantina, per poi scendere a Piancavallo; alla centrale di energia
eolica sul Fadalto; al proseguimento dellA27 verso la Carnia come autostrada.
E poi altri no che riguardano la valle dellAlpago e in particolare le
ipotizzate seggiovie da Farra a malga Mezzomiglio, sempre sul Cansiglio, e da Santa Croce
del Lago a Faverghera, sul Nevegal. Un gruppo di 300 persone è scattato verso le 10 da
Pian Canaie, antico villaggio cimbro e dopo unora e tre quarti ha raggiunto casera
Palantina.
E stato a questo punto che il cielo ha cominciato a fioccare. Ciononostante
Vittorio De Savorgnani, lanima dellorganizzazione, Michele Boato dellEcoistituto,
i rappresentanti del Cai, della Lac, di altre associazioni animaliste e di Legambiente,
Bruno Salvador del Comitato Fadalto, hanno illustrato la vasta serie di preoccupazioni che
riguardano abusi ambientali già in corso ma, soprattutto, in arrivo.
Il fronte ambientalista, dunque, corre ai ripari. Per i lavori di messa in sicurezza
della statale 422, da Fregona in sù, verso località Crosetta, le
associazioni - come fa sapere De Savorgnani - «faranno le dovute verifiche se, come
riteniamo, siano state compiute opere eccessive, quindi inutilmente dispendiose». Hanno
protestato - per la chiusura della direttrice - gli esercizi pubblici, perché in questo
periodo non stanno lavorando.
Moreno Baccichet di Legambiente ha annunciato una proposta delle associazioni, Cai
compreso, per listituzione di una riserva del Cansiglio anche in territorio
pordenonese.
Gianfranco Cozzi della società Promotur che gestisce gli impianti a Piancavallo ha
escluso linteresse ad un collegamento con lAlpago, per cui - ha fatto
intendere - sono i veneti a volerlo.
Gabriele Martin della Lac, la lega anti-caccia, ha ricordato che laltopiano
del Cansiglio è un sito di interesse comunitario (sic), per cui è
sottoposto a severa tutela, il che esclude la possibilità della caccia di
selezione, come suggerito ultimamente da Treviso e Belluno.
Risultano incompatibili con questo contesto di vincoli anche i tralicci di telefonia
mobile, almeno nella fattispecie ipotizzata dal Comune di Vittorio Veneto, in cima al
monte Pizzoc. E non sono neppure compatibili gli impianti immaginati sul passo Fadalto per
la produzione di energia eolica.
Sul futuro dello sviluppo in Cansiglio interviene anche Rifondazione Comunista, col
segretario regionale Gino Sperandio, rilanciando il progetto Parco interregionale
del Cansiglio, anche come uno degli obiettivi strategici, in tema ambientale, del
programma elettorale del Centrosinistra alle prossime regionali.
«Non abbiamo sostenuto la proposta trasversale di istituzione di una Riserva e non
condividiamo la visione centralizzatrice di Veneto Agricoltura a cui verrebbe
affidata la sua gestione e per questo motivo - spiega Rifondazione - non abbiamo aderito
al raduno del 7 novembre».
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