Cinghiali al cesio? «Sarebbe
opportuno indagare»
Coldiretti esasperata «Chiuderemo i fondi alla caccia»
VITTORIO VENETO. Cinghiali al cesio? Il Comitato per il parco del Cansiglio lancia
lallarme e chiede alle autorità sanitarie di indagare. Lo fa sulla scorta di alcune
indagini svolte dallIstituto per lambiente di Monaco che ha scoperto, quasi 20
anni dopo la catastrofe al reattore di Cernobyl, che i funghi delle regioni sottoposte al
fallout radioattivo continuano a presentare livelli di radioattività molto elevati.
Mentre il livello di contaminazione di porcini e gallinacci è ormai da anni ampiamente
inferiore ai limiti stabiliti dallUe, i porcinelli e il boleto baio (boleto dei
castagni) continuano a far registrare alti livelli di cesio 137. «Poiché i cinghiali
apprezzano molto i funghi, il cesio tende ad accumularsi nel loro corpo - sottolineano i
responsabili del Comitato per il Parco del Consiglio - la loro carne può raggiungere
livelli di contaminazione assai più elevati dei funghi». Le misurazioni, dunque,
andrebbero fatte anche sui cinghiali. In questo senso vorrebbe muoversi pure il Comune di
Fregona. La situazione non dovrebbe cambiare sensibilmente nei prossimi anni, dal momento
che i tempi di dimezzamento del cesio 137 sono di circa 30 anni. «Sarebbe opportuno che
anche da noi, come in Baviera - suggeriscono i coordinatori del Comitato - si svolgessero
verifiche gratuite sul livello di radioattività di funghi, bacche e la carne della
selvaggina». Con linvasione di cinghiali verso Fregona, Vittorio Veneto, Colle
Umberto, il problema della possibile contaminazione scende comunque a valle. Dove un
cinghiale di un quintale e mezzo, la scorsa settimana, ha provocato un incidente con tre
feriti. Immediata la reazione della Coldiretti di Treviso, esasperata dalle mancate
risposte allallarme lanciato tempo fa. «Chiederemo ai nostri associati di chiudere
i fondi alla caccia. Mi chiedo se dobbiamo attendere qualcosa di più grave - dice il
presidente Renzo Franco, - per ammettere che laumento indiscriminato di cinghiali
sia un problema reale. Non è possibile coltivare nulla e i sistemi di difesa dei terreni
non bloccano lavanzare di questi animali che non lasciano scampo a nessuna
produzione». (f.d.m.) |