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Il Gazzettino
Mercoledì, 3 Maggio 2006


FREGONA Fra gli obiettivi quelli di tutelare il vitigno locale e rilanciare l’enoturismo
E' nata la Compagnia del boschera
Fregona

Tutelare il Boschera, proteggere l'ambiente, rilanciare l'(eno)turismo a Fregona. Si sintetizzano così gli obbiettivi della "Compagnia del Boschera", che prende il nome dal vitigno presente quasi esclusivamente a Fregona, nata ufficialmente giovedì 27 dopo un paio di mesi di riunioni preparatorie. È pronto infatti lo statuto per formalizzare in associazione la Compagnia: d'accordo con il sindaco De Luca, è stata fissata presso il municipio la sede. Seguiranno il tesseramento e l'assegnazione delle cariche associative; unica eccezione il ruolo di presidente, attribuito ad Emanuele De Luca, titolare di un'azienda agricola a Piai; primo vinificatore, dal Settecento in poi, a produrre un vino interamente frutto del vitigno Boschera, che invece è solitamente impiegato come componente al 25\% per il Torchiato.Il figlio di De Luca, Alberto, è il portavoce della Compagnia. «Il nostro obbiettivo è salvaguardare questo vitigno autoctono nonché il territorio stesso di Fregona dalla "discesa" del bosco ad altitudini sempre più basse. Anche perché il futuro di Fregona è nei vigneti, e nel turismo legato al vino».

Chi è coinvolto nella Compagnia? «Siamo circa trenta persone, tra cui Loris Ceresa (vittoriese, a lungo all'Arpa di Treviso), il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò, Mario Azzalini (del Comitato per il parco del Cansiglio), (il giornalista e docente cenedese) Mario Sanson, il vicesindaco Laura Buso, il sindaco Giacomo De Luca» che per parte loro hanno già fatto approvare in consiglio comunale un documento pro tutela del Boschera, ed avviato le pratiche per ottenere la certificazione Doc. Grandi assenti dalla Compagnia, finora, gli altri produttori del Consorzio del Torchiato. Li punge De Luca: «Serve un cambio di mentalità: devono capire che serve una migliore rete commerciale e di promozione; e per il Torchiato bisogna arrivare ad un prodotto unico con uguali qualità e prezzo».

Tommaso Bisagno

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