| Fregona Tutelare il Boschera, proteggere l'ambiente, rilanciare
l'(eno)turismo a Fregona. Si sintetizzano così gli obbiettivi della "Compagnia del
Boschera", che prende il nome dal vitigno presente quasi esclusivamente a Fregona,
nata ufficialmente giovedì 27 dopo un paio di mesi di riunioni preparatorie. È pronto
infatti lo statuto per formalizzare in associazione la Compagnia: d'accordo con il sindaco
De Luca, è stata fissata presso il municipio la sede. Seguiranno il tesseramento e
l'assegnazione delle cariche associative; unica eccezione il ruolo di presidente,
attribuito ad Emanuele De Luca, titolare di un'azienda agricola a Piai; primo
vinificatore, dal Settecento in poi, a produrre un vino interamente frutto del vitigno
Boschera, che invece è solitamente impiegato come componente al 25\% per il Torchiato.Il
figlio di De Luca, Alberto, è il portavoce della Compagnia. «Il nostro obbiettivo è
salvaguardare questo vitigno autoctono nonché il territorio stesso di Fregona dalla
"discesa" del bosco ad altitudini sempre più basse. Anche perché il futuro di
Fregona è nei vigneti, e nel turismo legato al vino».
Chi è coinvolto nella Compagnia? «Siamo
circa trenta persone, tra cui Loris Ceresa (vittoriese, a lungo all'Arpa di Treviso), il
consigliere regionale Pietrangelo Pettenò, Mario Azzalini (del Comitato per il parco del
Cansiglio), (il giornalista e docente cenedese) Mario Sanson, il vicesindaco Laura Buso,
il sindaco Giacomo De Luca» che per parte loro hanno già fatto approvare in consiglio
comunale un documento pro tutela del Boschera, ed avviato le pratiche per ottenere la
certificazione Doc. Grandi assenti dalla Compagnia, finora, gli altri produttori del
Consorzio del Torchiato. Li punge De Luca: «Serve un cambio di mentalità: devono capire
che serve una migliore rete commerciale e di promozione; e per il Torchiato bisogna
arrivare ad un prodotto unico con uguali qualità e prezzo».
Tommaso Bisagno |