Corriere delle Alpi

Tambre. Due pagine sulle pecore alpagote
L'allevamento di Fullin
al centro di un servizio
su "Famiglia cristiana"
sabato 24 novembre 2001


TAMBRE. "Famiglia Cristiana", il diffuso settimanale cattolico, dedica nel numero in edicola un reportage da Tambre - curato da Gaetano Menna - sulla pecora alpagota. Si tratta di un ovino particolare, a rischio di estinzione, che si alleva solo sull'altopiano dell'Alpago, che rientra nei programmi di salvaguardia dell'Unione europea.
L'alpagota - informa l'Unione provinciale agricoltori di Belluno - è una pecora a triplice attitudine (latte, lana, carne), ma che è ricercata soprattutto per la sua carne, caratterizzata da un particolare sapore e "dolcezza", molto probabilmente dovuta all'alimentazione con erbe locali e all'assunzione totale di latte materno.
Nel servizio di "Famiglia Cristiana" si sottolinea come questa pecora rischi davvero l'estinzione. Il numero degli ovini è sceso drasticamente, nel corso degli anni e solo recentemente, dopo molteplici sforzi, sembra esserci un'inversione di tendenza. Slow Food ha realizzato in loco un presidio di salvaguardia.
Il registro della razza è tenuto dall'Associazione allevatori di Belluno in collaborazione con l'Università di Padova e la Comunità montana dell'Alpago. Si è attivato quindi un programma di miglioramento genetico.
Nel servizio di Gaetano Menna si porta a conoscenza l'esperienza di Alessandro Fullin, allevatore di Tambre, che è in prima linea nella salvaguardia della pecora in estinzione.
Fullin alleva un centinaio di pecore alpagote con il metodo biologico (non utilizzando quindi prodotti chimici di sintesi o minerali, né per la concimazione, né per la correzione, e alimentando il bestiame con alimenti biologici e per gli agnelli con il solo latte naturale per 45 giorni).
Il produttore sta allevando gli animali in modo del tutto originale. Ha messo a disposizione delle pecore estesi pascoli aziendali che sono stati tutti recintati; le pecore vengono allevate sempre all'aperto con il sistema del pascolo razionato. La particolarità sta proprio nella libertà di movimento concessa agli animali. Una modalità di allevamento che è favorito dalla rusticità della razza e dal particolare microclima della stazione scelta per lo svernamento degli animali. Ed è uno spettacolo vedere le pecore sui prati innevati».