
«Il Cansiglio? La legge va rivista»
Zanon e la riserva: «L'Alpago
vuole dire la sua opinione»
Renato Bona
PUOS D'ALPAGO. «Le genti dell'Alpago, attraverso le loro rappresentanze istituzionali
locali, vogliono essere protagoniste nel loro territorio e per la sua valorizzazione
intendono essere coinvolte su obiettivi condivisi e non calati improvvisamente dall'alto.
Per questo motivo abbiamo avuto forti pressioni a livello di opinione pubblica per
esprimere il nostro disaccordo sull'impostazione che la Regione Veneto intende dare alla
questione legata al Cansiglio».
«Dopo la presa di posizione unanime dei cinque sindaci, c'č stata, su documento, quella
del consiglio della Cm e l'adesione del presidente della Provincia, Oscar De Bona».
Giampaolo Zanon, presidente della Cm Alpago, č soddisfatto per questa unanimitą
d'intenti su un problema come l'istituzione della riserva naturale regionale del bosco del
Cansiglio che č oggetto del progetto di legge 247 della Regione. Ma spera soprattutto che
Venezia voglia tenere in considerazione le aspettative degli alpagoti. Non č stata
infatti molto gradita l'iniziativa di «una sommaria consultazione dei comuni di Farra e
Tambre con audizione in commissione dei due sindaci, mentre nessuna richiesta di
consultazione č stata formulata alla Comunitą montana», come invece impone la
legge-quadro sulle aree protette.
Per Zanon hanno fondamento le obiezioni di quanti sostengono che la proposta della Regione
appare in contrasto con il piano territoriale regionale di coordinamento; gli scopi della
riserva, con riferimento alla valorizzazione del patrimonio sociale, culturale e storico,
del turismo ricreativo e delle attivitą sportive, appaiono in contrasto con quelli della
legge sulle riserve naturali regionali; si č in presenza di una violazione dei principi
delle autonomie locali e delle norme nazionali e regionali sulle aree protette; infine,
che la proposta di istituzione della riserva, nelle forme indicate nel progetto di legge,
esula e non considera quella della formazione di un piano d'area di sviluppo avanzato alla
Regione dai comuni e dalla Comunitą montana dell'Alpago fin dal 28 novembre dello scorso
anno, in cui era prevista una progettualitą sovracomunale per uno sviluppo
socio-economico complessivo.
E la conclusione cui giunge il presidente comunitario č che «il procedimento deve essere
sospeso per attivare una effettiva consultazione con Provincia, Comunitą montana e Comuni
nel cui ambito territoriale insistono le aree ricomprese nella proposta perimetrazione».
Serve, insomma, avviare ex novo il procedimento di formazione della legge, tenendo conto
delle esigenze di tutela dei valori naturalistici, ambientali, storici etnografici e
linguistici dell'area, in un'ottica anche interregionale di valorizzazione delle attivitą
antropiche esistenti e prevedendo la diretta partecipazione degli enti locali alla
gestione dell'area stessa, ora affidata alla sola Veneto Agricoltura.
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