| ALPAGO |
|
| giovedì 23 novembre 2000, S.
Clemente |
|
|
|
Malgaro picchiato in
Cansiglio
Alpagoti gli assalitori: battuta la
pista del bracconaggio
UNA STRANA AGGRESSIONE
Francesco Dal Mas
TAMBRE. La "guerra dei cervi" è esplosa in tutta la sua virulenza. Con
l'abbattimento degli ungulati (gli agenti del Corpo forestale dello stato ne hanno trovato
già 3, in queste settimane) da parte dei bracconieri, ma anche con pestaggi di chi abita
sul posto e che fa da sentinella. E' la disavventura capitata a Claudio Concato, che
conduce malga Lissandri, assieme alla moglie e ai tre figli. «Ho visto aggirarsi una
macchina attraverso i pascoli dell'azienda», racconta il malgaro.
«Con il trattore ho bloccato la strada, ma l'auto ha cercato di scappare, investendomi.
Ho protestato e subito mi sono trovato al centro di una serie di pugni e calci da parte di
uno dei due occupanti, che sono scesi per darmi la "lezione". Ho sporto denuncia
alla guardia forestale».
Sull'episodio stanno indagando carabinieri e procura di Belluno, per capire se i
protagonisti del pestaggio si trovavano in azione di bracconaggio. «Questo non lo posso
certificare. Si tratta di persona note, residenti in Alpago, che hanno precedenti. So pure
che la pista che hanno compiuto con l'auto è la stessa che fanno i cervi».
La cooperativa Alpa, per la quale Concato lavora, ha chiesto all'ente "Veneto
agricoltura" e, quindi, alla Regione, la chiusura di tutte le strade interne. «Di
questi tempi siamo molto preoccupati per la nostra incolumità, perché di notte vediamo
un viavai di fuoristrada e sentiamo pure degli spari. Sulla piana del Cansiglio vivono
delle famiglie e la situazione, pertanto, è al limite della sicurezza. I bracconieri,
infatti, sono persone senza scrupoli, dal grilletto facile, specie quando hanno la preda a
portata di fucile».
Il Corpo forestale dello stato ha aumentato la vigilanza, in particolare di sera e di
notte. «Purtroppo possiamo contare su un numero insufficiente di agenti», fa sapere
Alberto Piccin, della direzione del Demanio forestale.
Sono già 3 i cervi trovati morti dai Forestali del Cfs. Ma la "carneficina"
deve ancora iniziare. «Quando, nei prossimi giorni, gli animali prenderanno il largo dal
Cansiglio, dove la vigilanza è massima, e si trasferiranno sui versanti della pedemontana
trevigiana o pordenonese», sottolinea Piccin, «la caccia sarà virulenta e molti capi
verranno abbattuti».
I cervi del Cansiglio sono più di 300 e in foresta, quando comincerà il freddo, non ne
resterà uno. In questi giorni, verso il tardo pomeriggio, si raggruppano (anche in 40-50)
in diversi punti della piana, nei pascoli adiacenti la statale. Scendono dalle alture
sopra malga Lissandri, attraversano il pascolo e la strada, si dirigono verso l'orto
botanico, raggiungono l'ex hotel San Marco e parcheggiano nei dintorni. «I danni sono
notevoli», ammette Concato, «perché rovinano i pascoli quando sono così numerosi».
«Come Comitato per il parco», aggiunge, al riguardo, Mario Azzalini, «sollecitiamo il
Cfs ad aumentare l'organico degli agenti in Cansiglio, perché i pochi che ci sono non
riescono a garantire una sufficiente tutela. Inoltre siamo del parere che anche le altre
forze dell'ordine dovrebbero tenere sott'occhio quest'area, perché le famiglie che vi
abitano hanno paura in questi giorni». I bracconieri hanno avuto il coraggio perfino di
abbandonare una cerva nei pressi dell'ingresso alla stazione dei Forestali, immaginando di
farla franca grazie alle tenebre. Invece due studenti universitari, rientrando nella
palazzina, hanno avvistato il capo abbattuto e allertato gli agenti.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|