DA NORDEST
Dalla poesia la resistenza ambientalista
GIANFRANCO BETTIN
Può riuscire la poesia dove altri hanno fallito? Nel cuore
dell'insonne fucina del Nordest, la Marca trevigiana, e nel momento più intenso e
prepotente del suo successo economico e produttivo, Andrea Zanzotto lancia una sfida
all'incoscienza e all'insipienza, cioè all'inciviltà del modello di sviluppo che sta
letteralmente seppellendo e snaturando il paesaggio e l'ambiente. "Stanno scomparendo
i luoghi che hanno ispirato la mia poesia", ha dichiarato, "che sono anche i
luoghi che hanno ispirato Tiziano, Giorgione, il Bembo e tanti altri artisti".
Insieme alla moglie, Marisa Michieli, e ad altri amici sta perciò favorendo la
costituzione di un Comitato per la tutela dell'ambiente e del paesaggio, che mobiliti
soprattutto personalità della cultura e della vita civile del Veneto (così restìa ad
agire o ad esprimersi direttamente, così inerte a volte di fronte allo scempio).
La proposta è stata lanciata in un incontro al ristorante-rifugio da Ceschin vicino a
Pieve di Soligo in occasione del ripristino di un antico toponimo, "Ligonas", al
quale Zanzotto ha dedicato qualche tempo fa un piccolo libro di versi (pubblicati fuori
mercato), nell'occasione letti e commentati da Giuliano Scabia. In realtà, non mancano
nel trevigiano e nel resto del Veneto gruppi e organismi di "resistenza
ambientalista". E' vero, tuttavia, che questa "resistenza" stenta ad
assumere una visibilità generale, e a trovare un riconoscimento pieno della funzione che
svolge. Questa difficoltà dipende certo dai limiti e dalla fragilità culturale e
politica che l'ambientalismo e, in generale, i movimenti di critica e di lotta hanno
spesso avuto nel Veneto, da certi loro vizi di minoritarismo e settarismo. Ma dipende
anche dalla scarsa propensione -per timidezza, per opportunismo, per indifferenza, per
miopia - di molta parte della società civile e del mondo della cultura locali a prender
posizione, ad esprimere una visione critica se non un impegno diretto, di fronte al
degrado della situazione ambientale e, per molti aspetti, sociale e culturale. La sfida
cui Zanzotto invita può forse servire da stimolo, per dare una prova di coraggio civile e
politico. Nel frattempo, comunque, le esperienze già in corso continuano.
Un appuntamento fra i più importanti si tiene sabato 7 ottobre dalle 11 del mattino fino
alla sera, a Levada di Godega Sant'Urbano, vicino a Conegliano Veneto, esattamente nei
bellissimi luoghi in cui dovrebbe passare l'autostrada A28. Un tratto della quale,
appunto, vi si abbatterà sopra, per la prepotenza e l'avidità di industriali e politici
(soprattutto del centrodestra, ma anche di centrosinistra come nel caso dell'incredibile
amministrazione comunale di Godega di Sant'Urbano, più sparata di quelle leghiste nel
sostenere lo scempio annunciato e nell'intralciare chi vi si oppone), invece che passare
comodamente più a nord, evitando di distruggere i "Palù", cioè le risorgive
splendide per bellezza e preziose per l'acqua che generano, da secoli al centro
dell'attenzione di artisti e tutori del territorio. Anche i "Palù" rischiano
dunque di venire trasformati negli ennesimi luoghi da edificare e riempire di capannoni e
discoteche e svincoli. Sabato a Leada, per iniziativa del Wwf e di un comitato che
raccoglie molte persone e famiglie della zona, si farà festa, vi saranno mostre, musiche,
molti amici, tra i quali Marco Paolini e lo stesso Zanzotto e tanti altri, cercando di
mostrare un altro Veneto, un altro Nordest. |