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La Tribuna di Treviso

L’abete rosso si è salvato dalle glaciazioni sul Cansiglio

VITTORIO VENETO. Diecimila anni fa l’altopiano del Cansiglio aveva ben venti stazioni di cacciagione, dove d’estate salivano gli abitanti della pianura trevigiana per farsi le provviste di carni, soprattutto di quelle di cervo. L’hanno dedotto gli studiosi di archeologia che all’università di Ferrara stanno indagando sui reperti, soprattutto selci, recuperati in una decina di campagne di scavi. I risultati vengono svelati in questi giorni a quanti partecipano ai laboratori organizzati dall’ente regionale «Veneto agricoltura».  «Nei laboratori sperimentiamo la concia delle pelli, come veniva fatta all’epoca - spiega Mino De Stefani (numerosi i partecipanti anche ieri, al Centro di educazione ambientale di Vallorch) - o la costruzione di frecce ricavandole dalla selce».  Curiosa la circostanza che i venti siti si trovino tutti a una quota di 1350 metri sul livello del mare, quindi sui bordi del catino, al limite del bosco; una testimonianza, probabilmente, che già allora si manifestassero più a valle le nebbie che anche oggi caratterizzano la piana del Cansiglio.  I tecnici dell’ateneo ferrarese ripropongono situazioni di vita e di lavoro come quelle incontrate dai cacciatori, anticipando di fatto quello che sarà nel prossimo futuro (probabilmente già l’anno prossimo) il parco archeologico del Cansiglio che farà capo al museo etnografico di Pian Osteria. L’edificio è in ristrutturazione, per una spesa di oltre settecentomila euro, e tra i padiglioni vi sarà anche quello dedicato alla popolazione cimbra, che proprio nell’ultimo fine settimana ha festeggiato il suo raduno annuale. L’associaziazione dei cimbri del Cansiglio, per la verità, vorrebbe il museo dedicato prevalentemente alla sua storia. «Ma come si può semplificare - ribattono gli archeologici - una storia dell’altopiano che è molto più complessa?». La torbiera di Palughetto è tra le più antiche d’Europa e proprio qui è stata scoperta la pigna più storica del vecchio Continente. Pare, infatti, che l’abete rosso abbia resistito alle glaciazioni proprio perché è rimasto salvo in Cansiglio.  Tra le manifestazioni promozionali di ieri, intanto, ha registrato un notevole successo la visita alle grotte carsiche del Consiglio. Si è incominciato col bus della genziana.

(Francesco Dal Mas)

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