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Sei qui: Home | Non categorizzato | 15/03/2003 Un Parco la miglior tutela per il Cansiglio. Convegno WWF a Farra d'Alpago (Corriere delle Alpi)

sabato 15 marzo 2003 Corriere delle Alpi

Farra d'Alpago. Grande interesse per gli spunti emersi nel convegno organizzato dal Wwf, nessuna voce contraria
E' un parco la miglior tutela del Cansiglio
Ma la riserva è più facile da realizzare nei territori da proteggere


FARRA D'ALPAGO. Nel convegno "Alpago-Cansiglio, Parco o Riserva: quale tutela?" è emersa un'indicazione univoca: il Bosco del Cansiglio non sarà mai una montagna abbandonata né banalizzata, né sarà trasformata in un "divertimentificio" come Piancavallo. Sì al turismo verde e no al turismo bianco, sì ad un turismo mirato e sostenibile, no a skilift, seggiovie è colate di cemento.
In buona sostanza tra amministratori di tutta la Conca dell'Alpago e i convenuti si è fatta strada l'idea che l'ipotesi di collegare l'Alpago e la Piana del Consiglio, attraverso la Palantina, con le località sciistiche del Friuli dovrebbe restare solo nel "libro dei sogni" di qualche investitore. La gente e gli amministratori dell'Alpago, detentori di una cultura ambientale, sembrano essere orientati ad una qualità della vita migliore anche perché si sono resi conto che l'ambiente è fragile e delicato e che tutelare una parte del territorio è utile.
Parco o riserva? Se ne parla da oltre trent'anni. L'uno non esclude l'altra. Ad ogni buon conto dagli interventi è emerso a chiare lettere che un ambiente protetto deve sorgere dal basso perché "la tutela è fatta dalle persone che vivono nel territorio". Ci deve essere "condivisione perché un parco va pianificato e gestito per essere garantito nelle soluzioni". Gianpaolo Zanon, presidente della Comunità montana dell'Alpago, nel corso del suo intervento, ha riaffermato la necessità che gli enti locali vengano coinvolti nei progetti legislativi che li riguardano e si riferiva alla proposta di legge 247 presentata da alcuni consiglieri regionali che non avevano, nella corso della sua stesura, consultato i comuni interessati.
Il Comitato per il Parco, la Comunità montana e i sindaci dell'Alpago presentarono una memoria in consiglio regionale che conteneva delle osservazioni sul progetto di legge. Ma torniamo al convegno e al dibattito che è scaturito dai vari soggetti portatori di interessi e che è seguito alle brevi comunicazioni dei relatori ufficiali. Sono intervenuti un po' tutti: amministratori, rappresentanti di associazioni ambientaliste, un rappresentante della comunità dei cimbri e gli operatori economici che vivono e operano nel Consiglio. Nessuna voce è uscita dal coro: tutti i soggetti presenti ritengono che un Parco potrebbe rappresentare un'occasione per frenare l'abbandono della montagna e per un recupero culturale e della vita delle comunità locali, ma Fabio Favaretto del Cai pensa che la riserva sarebbe più praticabile nell'immediato. Ma non solo. Un'oasi naturalistica potrebbe rappresentare anche una risorsa per l'economia del territorio sia sotto forma di turismo ambientale mirato, sia nel versante dell'agricoltura e dell'allevamento: tutte attività di basso impatto ambientale e piuttosto remunerative. Molto apprezzati gli interventi di Valter Bonan (presidente del Parco Dolomiti Bellunesi), di Graziano Danelin (direttore del Parco regionale delle Dolomiti Friulane) e Antonio Zambon (sindaco di Budoia). Diego Cason, il moderatore della serata, ha gestito il dibattito con sagacia.

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