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Cambiamenti

Cambiamenti: una nuova sfida per la biodiversità, è il tema dell’incontro con il Corpo Forestale dello Stato che si terrà presso la sala di rappresentanza del Comune di Vittorio Veneto il 12 dicembre prossimo e nel corso del quale verranno presentate delle iniziative curate dagli Uffici territoriali della Biodiversità di Vittorio Veneto e Belluno. Sarà un incontro particolare, il Corpo Forestale dello Stato saluterà Vittorio Veneto a 150 anni dal suo primo stabile insediamento in città. Una ricorrenza che, da un lato vede festeggiare l’unione di Serravalle e Ceneda, dall’altro, non solo la perdita della presenza in città della sede dell’Amministrazione della ex Foresta Nazionale del Cansiglio, ma anche la fine del Corpo Forestale stesso, a seguito della recente riorganizzazione voluta dal governo centrale. A dir il vero l’amministrazione forestale era presente sul territorio vittoriese anche prima del 1867. Nel 1842 è testimoniata la presenza a Serravalle dell’ingegnere Antonio Pastori in qualità di Ispettore al Cansiglio. Dieci anni dopo, come annotato da A. Lazzarini nel suo La trasformazione di un bosco, Adolfo di Bérenger, nominato ispettore in Cansiglio nel 1852, “subito chiede ed ottiene il trasferimento della sede da Serravalle a Céneda”.  Consultando poi vari documenti risulta che l’amministrazione della foresta del Cansiglio, che di li a pochi anni venne dichiarata Foresta Nazionale inalienabile, ebbe diverse sedi, dapprima Vittorio Veneto (1867-1871) poi Treviso (1877-1893) e Belluno (1893), per insediarsi in seguito definitivamente a Céneda. Giacomo Rigoni Stern, primo Ispettore insediato successivamente all’annessione del 1866, in realtà svolgeva già la funzione di regio ispettore sotto il precedente governo lombardo-veneto. Allievo della prestigiosa scuola forestale di Mariabrunn, fucina di amministratori forestali durante il periodo austriaco, l’asiaghese Rigoni Stern era stato nominato nel 1860 Ispettore in Cansiglio. Collaborò in quegli anni, con il già citato di Bérenger passato nel frattempo a più alte cariche, in un’opera di tassazione del bosco che doveva concludersi con la stesura di un primo piano di assestamento forestale. Per il suo spiccato profilo, “capace e ben fornito di cognizioni tecniche e scientifiche, probo e onesto, integerrimo, zelante e premuroso”, come indicano le sue note personali, l’Ispettore venne confermato nella sede di Vittorio anche dopo il cambio istituzionale. Seguirono poi vari amministratori che, nell’alternarsi delle sedi indicate e l’evolversi della gestione della foresta demaniale del Cansiglio, hanno presenziato e attraversato le particolari vicende storiche che nel novecento hanno interessato questo territorio.

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