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Esperienze pratiche e didattiche in Cansiglio

Come coltivare una relazione sana con il territorio ed educare al rispetto della natura. Anche quest’anno la prima superiore dell’istituto Novalis di San Vendemiano si è impegnata in una attività di ripristino e di ampliamento della rete sentieristica del Cansiglio, all’interno del territorio del Comune di Caneva. I ragazzi hanno effettuato pulizie lungo l’itinerario n.4, chiamato “Acqua preziosa” in virtù della presenza di un particolare ed unico specchio d’acqua (Lama Vapora) ottimamente conservato, con fitta vegetazione e fauna tipica delle zone umide, poco antropizzata ed oggetto di studi per la spontaneità e la varietà che la contraddistinguono. Inoltre è presente, lungo il tracciato, un tratto di un antico muretto a secco, fatto risalire probabilmente all’antica Strada del Patriarca, via di accesso al Cansiglio alternativa alla Val Lapisina, che in tempi antichi divenne una importante via commerciale, di spostamento e di utilizzo del bosco. Il muretto necessitava di pulizie da rovi e ramaglie che lo rendessero più evidente senza alterare lo stato attuale del manufatto. Il suddetto itinerario è stato infine collegato al sentiero CAI 1060, che conduce al Parco dei Carbonai, attraverso la realizzazione di una nuova porzione di tracciato progettato e poi realizzato dai ragazzi. Hanno creato gradini in legno, cordoli di contenimento, abbattuto alberi per recuperare il materiale necessario, creato fascine con il materiale tolto dal sentiero e spietrato altri tratti, rinnovato la segnaletica attraverso segni e cartelli scritti a mano, eliminato rovi. Lavorare immersi in un contesto naturale, prendersi cura di una piccola porzione di territorio, conoscere un ecosistema da tanti punti di vista ed imparare ad amarlo. Tutto questo affinché sorga un desiderio di protezione che non deriva da una moralità esterna ma da un coinvolgimento personale, ed apra le porte all’interesse per tutte le specifiche e gli approfondimenti didattici che possono collegarsi all’ambiente.
Ospitati all’interno di una struttura immersa nel bosco, il Casello della Guardia, lontani da ogni distrazione e completamente disconnessi dal resto del mondo, hanno condiviso oltre al lavoro in bosco anche tutti gli aspetti più sociali e relazionali, come la preparazione dei pasti, la pulizia delle stoviglie ed il riordino della struttura aiutano le differenti individualità a manifestarsi in ambiti molto differenti ed a lasciar così spazio alle differenti forme di “intelligenza”, più intellettuale o più pratica, di manifestarsi. Un sentito ringraziamento in primo luogo ai ragazzi, ed a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto. In particolare vorrei ringraziare il Comune di Caneva, il servizio forestale del FVG, ii volontari della stazione di inanellamento del Pizzoc, gli insegnanti che hanno accompagnato i ragazzi in questa esperienza, le famiglie che li hanno affidati con fiducia e tutte le persone che amano questo territorio e che ci hanno dedicato con pazienza e gioia un po’ del loro tempo.

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