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News: salvaguardia

Il CAI: No a nuovi impianti sciistici in Pian Cavallo

Lunedì, 8 Gennaio 2007
Ipotesi di collegamento, intervento del presidente Asquini
Piancavallo -Cansiglio Il «no» del Club alpino

«Giù le mani dal Piancavallo!» tuona la sezione di Pordenone del Club alpino italiano sull'ultimo numero del suo periodico. A entrare nel merito della questione è l'ingegner Bruno Asquini con un intervento. Occorre precisare che la tutela dell'ambiente montano è tematica integrante dell'impegno istituzionale del Cai, ente riconosciuto anche come associazione ambientalista dal competente Ministero. Nello specifico si fa riferimento all'evoluzione delle stazioni sciistiche e alla realizzazione di nuove strade forestali o di servizio messe in cantiere dall'ente Regione, laddove si punta all'estensione del demanio sciabile e alla progettazione del collegamento transfrontaliero fra Piancavallo e Cansiglio . «Voglio solo ricordare - attacca Asquini - che la posizione ufficiale del Cai è di ragionata e ferma contrarietà alla costruzione di nuovi comprensori sciistici e all'ampliamento di quelli esistenti, rispetto ai quali proponiamo modelli più coerenti con la vera vocazione delle Alpi nell'attuale contesto europeo». Oggetto specificatamente additato è appunto il comprensorio del Piancavallo: «Qui da tempo si sta lavorando a nuovi impianti - annota Asquini - quest'anno è la volta del Tremol 2 e della relativa pista, la cosiddetta Nazionale Alta, una sorta di autostrada verticale che ignora la morfologia originale dei luoghi e a colpi di ruspe inventa curve, rettifili e pendenze. Incomprensibile e offensivo. Si scava, si sposta e si riporta affinché nessuna gobba disturbi l'elegante e allo stesso tempo monotona discesa dei turisti sciatori. E tutto ciò avviene a ridosso delle cime del Cavallo limando sentieri, seppellendo cavità d'interesse speleologico e cambiando la geografia». A questo punto sale sul banco degli "imputati" il presidente della Regione, Riccardo Illy, avendo questi pronunciato le parole «andrà pure perseguito, nonostante le resistenze del mondo ambientalista, il collegamento con il Cansiglio ». Nel citare questa dichiarazione, Asquini puntualizza che «nessun collegamento col Cansiglio è pensabile se non stravolgendo irrimediabilmente l'area». L'ingegnere appone il suo totale diniego al progetto sottolineando altresì che energie e risorse vadano piuttosto indirizzate alla ricerca di qualità, di cui la corretta valorizzazione dell'ambiente costituisce parte fondamentale.
Il Gazzettino 8/1/2007 D.F.

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