cansiglio.it

Sei qui: Home | Agenzia | Salvaguardia | Eolico in Pizzoc: affare per pochi?

News: salvaguardia

Eolico in Pizzoc: affare per pochi?

 

Energie alternative sì, pale eoliche no. Il problema delle pale eoliche è che sono sempre gigantesche, totalmente fuori scala in qualsiasi tipo di paesaggio, e questo vale tanto nei crinali di montagna quanto nelle pianure o in paesaggi molto vasti. Ho ancora negli occhi l’effetto raccapricciante del tempio di Segesta in Sicilia circondato dagli impianti eolici. Ma il mio non è un atteggiamento antimoderno o antitecnologico. Per esempio, anche il solare fotovoltaico può rappresentare un problema d’impatto ambientale e paesaggistico finché lo progettiamo come campi di pannelli. In questo caso però abbiamo già l’alternativa, per esempio l’utilizzo delle aree industriali dismesse, che consente di mimetizzarli.

Nel caso degli impianti eolici invece il loro impatto visivo non si può evitare. Non solo: l’eolico è rumorosissimo e ha un impatto devastante sui volatili, e per chi come me ha una sensibilità animalista, è un aspetto molto importante.

Si può ragionare magari sull’eolico in alto mare, come nel caso di alcuni paesi del Nord Europa, ma deve essere sempre studiato il contesto. Perché anche in paesaggi distanti dall’influenza umana, magari segnati da colline e montagne brulle - e mi vengono in mente certe zone tra Basilicata e Puglia - le grandi pale non riescono ad armonizzarsi col paesaggio, rimangono degli oggetti abnormi che distruggono l’identità di quei panorami.

(Luisa Bonesio, geofilosofa del paesaggio all’università di Pavia e firmataria dell’appello Viadalvento )

 

Newsletter

Per ricevere il Bollettino del Cansiglio (email) iscriviti alla newsletter
Sei qui: Home | Agenzia | Salvaguardia | Eolico in Pizzoc: affare per pochi?

 

  Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Informazioni >Cookie Policy>OK