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Ambiente naturale del Cansiglio

Studio su popolamento forestale nella Riserva Piaie Longhe - Millifret

Foto Sentiero H3A chi percorre il sentiero H3 che collega la Val Faldina con il Pizzoc, oppure il vecchio tracciato dell’Alta Via N. 6 che corre più in alto all’interno della riserva di Piaie Longhe – Millifret, sarà forse capitato di osservare, in un’area del bosco, la presenza di targhette numerate poste sul tronco degli alberi. Si tratta di un intervento effettuato nell’ambito di uno studio di Dottorato di Ricerca in Ecologia condotto da Luca Soaruf: “Studio delle strutture e delle dinamiche spazio temporali in popolamenti forestali attraverso il monitoraggio di lungo periodo” presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali dell’ Università degli Studi di Padova. Nel suo complesso il lavoro così viene presentato dall’autore: “contribuire con lo studio di diverse aree di monitoraggio permanente alla definizione delle strutture spaziali che caratterizzano alcuni popolamenti forestali, attraverso  tecniche di analisi  spaziale riconducibili all’analisi delle distribuzioni (Point Pattern Analysis) e analisi della struttura spaziale (Geostatistical  data analysis)”. Per la sua effettuazione la ricerca di dottorato ha interessato “10 aree di monitoraggio permanente, di cui 5 in Italia nelle zone alpina e subalpina tra Alto Adige e Veneto, 3 nell’area nord orientale dei Carpazi in Romania e 2 nel parco Nazionale del Sagarmatha in Nepal”. Tra queste vi è appunto quella rientrante nell’area della foresta del Cansiglio prima accennata. In particolare il capitolo 5, “Faggeta del Cansiglio, tra libera evoluzione e disturbi del passato: analisi di pattern e struttura spaziale”, presenta uno studio che registra le vicende, di utilizzo e di gestione forestale, che hanno interessato in passato la foresta. Nello specifico, in questa parte della ricerca, l’autore studia “la distribuzione e la struttura spaziale di una faggeta lasciata alla libera evoluzione, in  un’area di monitoraggio permanente di 4 ha, analizzando la variabilità dei diametri nello spazio e la struttura orizzontale e verticale. In particolare [cerca] di capire se la struttura forestale è il risultato della coesistenza spaziale di più aree omogenee e se all’interno di queste è possibile determinare la presenza di una qualche eterogeneità. Inoltre [analizza] i rapporti di vicinanza tra i diversi soggetti a livello di scala spaziale di brevissima distanza basata sulla minima distanza di ogni soggetto arboreo da quello più prossimo, per ottenere informazioni che possano essere utilizzate sia per la gestione che per la modellizzazione delle dinamiche di popolamenti simili.” Nelle sue conclusioni, lo studioso sottolinea come ancora  “questa faggeta seppur lasciata alla libera evoluzione risulta condizionata più dalle vicende storiche che hanno caratterizzato la presenza  umana nella zona che non dai soli fattori ecologici”.

Per scaricare la tesi > icon Studio delle strutture e delle dinamiche spazio temporali in popolamenti forestali attraverso il monitoraggio di lungo periodo (4.36 MB)

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