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05/08/2004 - Cinghiali al cesio

La Tribuna di Treviso

Cinghiali al cesio? «Sarebbe opportuno indagare»
Coldiretti esasperata «Chiuderemo i fondi alla caccia»

VITTORIO VENETO. Cinghiali al cesio? Il Comitato per il parco del Cansiglio lancia l’allarme e chiede alle autorità sanitarie di indagare. Lo fa sulla scorta di alcune indagini svolte dall’Istituto per l’ambiente di Monaco che ha scoperto, quasi 20 anni dopo la catastrofe al reattore di Cernobyl, che i funghi delle regioni sottoposte al fallout radioattivo continuano a presentare livelli di radioattività molto elevati. Mentre il livello di contaminazione di porcini e gallinacci è ormai da anni ampiamente inferiore ai limiti stabiliti dall’Ue, i porcinelli e il boleto baio (boleto dei castagni) continuano a far registrare alti livelli di cesio 137. «Poiché i cinghiali apprezzano molto i funghi, il cesio tende ad accumularsi nel loro corpo - sottolineano i responsabili del Comitato per il Parco del Consiglio - la loro carne può raggiungere livelli di contaminazione assai più elevati dei funghi». Le misurazioni, dunque, andrebbero fatte anche sui cinghiali. In questo senso vorrebbe muoversi pure il Comune di Fregona. La situazione non dovrebbe cambiare sensibilmente nei prossimi anni, dal momento che i tempi di dimezzamento del cesio 137 sono di circa 30 anni. «Sarebbe opportuno che anche da noi, come in Baviera - suggeriscono i coordinatori del Comitato - si svolgessero verifiche gratuite sul livello di radioattività di funghi, bacche e la carne della selvaggina». Con l’invasione di cinghiali verso Fregona, Vittorio Veneto, Colle Umberto, il problema della possibile contaminazione scende comunque a valle. Dove un cinghiale di un quintale e mezzo, la scorsa settimana, ha provocato un incidente con tre feriti. Immediata la reazione della Coldiretti di Treviso, esasperata dalle mancate risposte all’allarme lanciato tempo fa. «Chiederemo ai nostri associati di chiudere i fondi alla caccia. Mi chiedo se dobbiamo attendere qualcosa di più grave - dice il presidente Renzo Franco, - per ammettere che l’aumento indiscriminato di cinghiali sia un problema reale. Non è possibile coltivare nulla e i sistemi di difesa dei terreni non bloccano l’avanzare di questi animali che non lasciano scampo a nessuna produzione».

(f.d.m.)

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