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30/06/2002 Riserva del Cansiglio? La legge va rivista (Corriere delle Alpi)

«Il Cansiglio? La legge va rivista»
Zanon e la riserva: «L'Alpago
vuole dire la sua opinione»

Renato Bona

PUOS D'ALPAGO. «Le genti dell'Alpago, attraverso le loro rappresentanze istituzionali locali, vogliono essere protagoniste nel loro territorio e per la sua valorizzazione intendono essere coinvolte su obiettivi condivisi e non calati improvvisamente dall'alto. Per questo motivo abbiamo avuto forti pressioni a livello di opinione pubblica per esprimere il nostro disaccordo sull'impostazione che la Regione Veneto intende dare alla questione legata al Cansiglio».
«Dopo la presa di posizione unanime dei cinque sindaci, c'è stata, su documento, quella del consiglio della Cm e l'adesione del presidente della Provincia, Oscar De Bona».
Giampaolo Zanon, presidente della Cm Alpago, è soddisfatto per questa unanimità d'intenti su un problema come l'istituzione della riserva naturale regionale del bosco del Cansiglio che è oggetto del progetto di legge 247 della Regione. Ma spera soprattutto che Venezia voglia tenere in considerazione le aspettative degli alpagoti. Non è stata infatti molto gradita l'iniziativa di «una sommaria consultazione dei comuni di Farra e Tambre con audizione in commissione dei due sindaci, mentre nessuna richiesta di consultazione è stata formulata alla Comunità montana», come invece impone la legge-quadro sulle aree protette.
Per Zanon hanno fondamento le obiezioni di quanti sostengono che la proposta della Regione appare in contrasto con il piano territoriale regionale di coordinamento; gli scopi della riserva, con riferimento alla valorizzazione del patrimonio sociale, culturale e storico, del turismo ricreativo e delle attività sportive, appaiono in contrasto con quelli della legge sulle riserve naturali regionali; si è in presenza di una violazione dei principi delle autonomie locali e delle norme nazionali e regionali sulle aree protette; infine, che la proposta di istituzione della riserva, nelle forme indicate nel progetto di legge, esula e non considera quella della formazione di un piano d'area di sviluppo avanzato alla Regione dai comuni e dalla Comunità montana dell'Alpago fin dal 28 novembre dello scorso anno, in cui era prevista una progettualità sovracomunale per uno sviluppo socio-economico complessivo.
E la conclusione cui giunge il presidente comunitario è che «il procedimento deve essere sospeso per attivare una effettiva consultazione con Provincia, Comunità montana e Comuni nel cui ambito territoriale insistono le aree ricomprese nella proposta perimetrazione».
Serve, insomma, avviare ex novo il procedimento di formazione della legge, tenendo conto delle esigenze di tutela dei valori naturalistici, ambientali, storici etnografici e linguistici dell'area, in un'ottica anche interregionale di valorizzazione delle attività antropiche esistenti e prevedendo la diretta partecipazione degli enti locali alla gestione dell'area stessa, ora affidata alla sola Veneto Agricoltura.

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