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03/10/2000- Dalla poesia la resistenza ambientalista di G. Bettin (da Il Manifesto)

Il Manifesto 03 Ottobre 2000

DA NORDEST
Dalla poesia la resistenza ambientalista
GIANFRANCO BETTIN

Può riuscire la poesia dove altri hanno fallito? Nel cuore dell'insonne fucina del Nordest, la Marca trevigiana, e nel momento più intenso e prepotente del suo successo economico e produttivo, Andrea Zanzotto lancia una sfida all'incoscienza e all'insipienza, cioè all'inciviltà del modello di sviluppo che sta letteralmente seppellendo e snaturando il paesaggio e l'ambiente. "Stanno scomparendo i luoghi che hanno ispirato la mia poesia", ha dichiarato, "che sono anche i luoghi che hanno ispirato Tiziano, Giorgione, il Bembo e tanti altri artisti". Insieme alla moglie, Marisa Michieli, e ad altri amici sta perciò favorendo la costituzione di un Comitato per la tutela dell'ambiente e del paesaggio, che mobiliti soprattutto personalità della cultura e della vita civile del Veneto (così restìa ad agire o ad esprimersi direttamente, così inerte a volte di fronte allo scempio).
La proposta è stata lanciata in un incontro al ristorante-rifugio da Ceschin vicino a Pieve di Soligo in occasione del ripristino di un antico toponimo, "Ligonas", al quale Zanzotto ha dedicato qualche tempo fa un piccolo libro di versi (pubblicati fuori mercato), nell'occasione letti e commentati da Giuliano Scabia. In realtà, non mancano nel trevigiano e nel resto del Veneto gruppi e organismi di "resistenza ambientalista". E' vero, tuttavia, che questa "resistenza" stenta ad assumere una visibilità generale, e a trovare un riconoscimento pieno della funzione che svolge. Questa difficoltà dipende certo dai limiti e dalla fragilità culturale e politica che l'ambientalismo e, in generale, i movimenti di critica e di lotta hanno spesso avuto nel Veneto, da certi loro vizi di minoritarismo e settarismo. Ma dipende anche dalla scarsa propensione -per timidezza, per opportunismo, per indifferenza, per miopia - di molta parte della società civile e del mondo della cultura locali a prender posizione, ad esprimere una visione critica se non un impegno diretto, di fronte al degrado della situazione ambientale e, per molti aspetti, sociale e culturale. La sfida cui Zanzotto invita può forse servire da stimolo, per dare una prova di coraggio civile e politico. Nel frattempo, comunque, le esperienze già in corso continuano.
Un appuntamento fra i più importanti si tiene sabato 7 ottobre dalle 11 del mattino fino alla sera, a Levada di Godega Sant'Urbano, vicino a Conegliano Veneto, esattamente nei bellissimi luoghi in cui dovrebbe passare l'autostrada A28. Un tratto della quale, appunto, vi si abbatterà sopra, per la prepotenza e l'avidità di industriali e politici (soprattutto del centrodestra, ma anche di centrosinistra come nel caso dell'incredibile amministrazione comunale di Godega di Sant'Urbano, più sparata di quelle leghiste nel sostenere lo scempio annunciato e nell'intralciare chi vi si oppone), invece che passare comodamente più a nord, evitando di distruggere i "Palù", cioè le risorgive splendide per bellezza e preziose per l'acqua che generano, da secoli al centro dell'attenzione di artisti e tutori del territorio. Anche i "Palù" rischiano dunque di venire trasformati negli ennesimi luoghi da edificare e riempire di capannoni e discoteche e svincoli. Sabato a Leada, per iniziativa del Wwf e di un comitato che raccoglie molte persone e famiglie della zona, si farà festa, vi saranno mostre, musiche, molti amici, tra i quali Marco Paolini e lo stesso Zanzotto e tanti altri, cercando di mostrare un altro Veneto, un altro Nordest.

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