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06/02/2000 Non c'è certezza per il futuro del Cansiglio Il corriere delle Alpi

Corriere delle Alpi

ALPAGO  
domenica 6 febbraio 2000, S. Paolo Miki  
 
Non c'è certezza per il futuro del Cansiglio
Il sindaco di Tambre boccia la recente proposta di creare una Riserva naturale
Il Comitato per il parco punta a un ente per una gestione unitaria tra Veneto e Friuli Venezia Giulia

Francesco Dal Mas

TAMBRE. «L'istituzione di una riserva naturale in Cansiglio non cambia assolutamente niente. Noi, invece, abbiamo urgente bisogno che si faccia un salto di qualità, perché l'altopiano è destinato altrimenti alla marginalizzazione socio-economica, oltre che naturalistica». Marco Bortoluzzi, sindaco di Tambre, non gradisce affatto la proposta di legge per l'istituzione della riserva avanzata da 7 consiglieri regionali uscenti, sia della maggioranza che dell'opposizione. Va al contrattacco e annuncia iniziative che vanno decisamente nel segno opposto.
«Il 17 febbraio organizzeremo un convegno in Alpago - fa sapere Mario Azzalini, del Comitato per il parco - con lo scopo di lanciare la proposta di un ente unico per un'unica gestione del Cansiglio. E' dal 1983 che stiamo lavorando per l'istituzione di un parco interregionale. Ritornare alla riserva naturale significa bruciare circa vent'anni di battaglie per una tutela ambientale che si coniughi con uno sviluppo socio-economico compatibile». La riserva naturale proposta dai consiglieri regionali Boato, Rossi, Vigna, Sprocati, De Checchi, Padoin verrebbe istituita nel territorio della sola Regione Veneto e di fatto non modificherebbe la situazione esistente, con la gestione della foresta da parte dell'Ente Veneto Agricoltura. Una gestione che secondo una buona parte degli ambientalisti garantisce già oggi il massimo di salvaguardia. Il parco interregionale, secondo questo indirizzo, non è proponibile, per il semplice fatto che la Regione Friuli-Venezia Giulia rinuncerebbe difficilmente alla competenza su una parte del suo territorio. Per il 17 febbraio, comunque, il sindaco Bortoluzzi ed i fautori del parco interregionale hanno invitato Massimo Cacciari perché inserisca nel suo programma, qualora venga eletto in Regione, la proposta di una gestione unica della foresta. «Oggi come oggi il Cansiglio è destinato ad una progressiva agonia - sottolinea il sindaco di Tambre -, poiché il dato della conservazione naturalistica non si accompagna con quello dello sviluppo. Chi opera in Cansiglio lo fa in condizioni di massima precarietà: in cambio dell'affitto delle strutture da "Veneto Agricoltura" si trova costretto ad affrontare spese di centinaia di milioni per il recupero delle case e degli ambienti di lavoro. Ci sono, inoltre, situazioni di immobilità che ipotecano il futuro: si pensi soltanto all'ex base militare, che insiste al centro della piana come un simulacro, mentre sarebbe necessario raderla al suolo per ripristinare i pascoli preesistenti». Sulla stessa frequenza d'onda si sintonizza Mario Azzalini, sostenendo che"oggi i ricavi dalle attività regionali del Cansiglio vengono spese all'infuori di quest'area, mentre sarebbe urgente riportarle all'interno». Quindi? «Un ente come Veneto Agricoltura è di fatto inutile, anzi dannoso per la comunità locale, dal momento che la espropria del diritto di sfruttare la risorsa-Cansiglio». «Non possiamo lasciare mano libera a chi ha interessi legittimi ma diversi dalla salvaguardia naturalistica del Cansiglio", si replica da parte dei fautori della riserva. I quali, fra l'altro, propongono di raccogliere le istanze di unitarietà sul Cansiglio con accordi di programma stipulati dalla Regione Veneto con il Friuli-Venezia Giulia.

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