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In difesa dei lavoratori del Cansiglio

Quale futuro per il Cansiglio e per la conservazione della sua foresta?
Sulla stampa locale di queste ultime settimane si è assistito ad un evento epocale per quanto riguarda la gestione della foresta demaniale più importante a livello regionale: la rottura del vincolo di gestione generale dell'assetto territoriale della Foresta con la capitolazione agli interessi economici locali dei comuni limitrofi .
Impossibile non notare che tutto succede  dopo la stoccata elettorale che ha dimezzato i voti nazionali alla compagine politica che governa la Regione Veneto da un ventennio.

Si assiste ad un cedimento delle competenze gestionali acquisite, per quanto riguarda il demanio del Cansiglio, a seguito dell’accoglimento da parte della GRV della richiesta di istituzione di un tavolo di concertazione, già insediato, a cui partecipano oltre alla Giunta, in via esclusiva i tre comuni competenti sull’area della Foresta Demaniale Regionale del Cansiglio: Fregona,Farra d’Alpago e Tambre, i quali chiedono, senza averne titolo e capacità gestionale, di poter ”concertare progetti ed obbiettivi e progetti  dell’area  attraverso un non meglio precisato Consorzio dei comuni”.  
Le finalità appaiono subito: questa è cosa ben diversa da una fruizione pianificata del territorio nel rispetto del vincolo di conservazione! Basta richiamare i “punti qualificanti”: parcheggi a pagamento, impianti sportivi all’interno della ex base militare, vendita dell’Albergo S. Marco e del rifugio S. Osvaldo, viabilità forestale, ecc .
Come delegato RSU della Fp CGIL  dei lavoratori di Veneto Agricoltura  rilevo che anche in questo  si conferma la prassi discutibile e poco chiara   della Giunta  Regionale che attraverso l’Assessorato competente  prevede :
A livello locale il probabile spostamento di risorse essenziali per la sopravvivenza di lavoro pubblico( in questo caso anche di salvaguardia di beni comuni come è la foresta ) a progetti in tutto o in parte  etero diretti  e non organici al vincolo di gestione ambientale dell’area.
L’apertura alla  privatizzazione  di porzioni demaniali anche vaste come  la recinzione di gran parte della piana, anche con propositi di alienazione delle proprietà  pubbliche  consegue  il dichiarato ritiro del governo regionale da qualsiasi strategia  a medio lungo termine di promozione attiva di sviluppo viceversa  creando un pericoloso precedente di  frammentazione territoriale che   di fatto ridimensiona  una secolare gestione conservativa.
Lo presentazione  da parte della GRV di un pdl  n° 275” istituzione dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario” che vorrebbe la  riforma  ma che sarà solo di  spacchettamento  dell’ente Veneto Agricoltura che, perseguendo la medesima filosofia, mira soltanto a trasferire importanti quantità economiche pubbliche dal lavoro pubblico per la collettività sotto forma di finanziamenti più o meno a fondo perduto  alle imprese agricole private , su pressante richiesta delle Organizzazioni professionali  di categoria (non sazie evidentemente delle centinaia di milioni di euro pubblici che sono stati messi a disposizione del mondo agricolo ,pubblico e privato del Veneto attraverso strumenti come PSR  contributi grandine e siccità , pac ecc…. poi si parla di rischio di impresa!) sponsor  ufficiali dell’attuale assessore Regionale all’Agricoltura , Franco Manzato
Franco Manzato afferma  che riformando (..distruggendo?) Veneto Agricoltura sarà possibile “risparmiare” e mettere a disposizione delle imprese agricole  altri 7milioni di euro , omettendo colpevolmente di dire che,  nella realtà,  non ci sarà nessun risparmio perché i dipendenti  trasferiti saranno comunque in carico lo stesso alle spese generali della Regione Veneto o dell’ente pubblico di arrivo, in pratica  si opera un giro cassa sottraendo in sostanza  risorse economiche pubbliche ,pagate da tutti i contribuenti, per consegnarle ai privati in nome del consenso politico.
In Cansiglio si sta concretizzando la medesima politica: si baratta il consenso politico bipartisan, finalizzato a garantire il sostegno all’operato della Giunta Regionale del Veneto ,per competenze sui beni comuni da parte di soggetti , pubblici  in questo caso , esterni e senza nessuna competenza reale in materia di gestione di aree SIC rispettosa dell’ambiente .
Per reciprocità  mi domando se  nelle  Giunta Regionale del  Veneto  gli assessori competenti hanno idea di inoltrare la richiesta ai Comuni interessati  di un tavolo di concertazione per concordare  e  verificare la qualità degli investimenti fatti con soldi pubblici derivanti da assegnazioni, bandi, progetti  regionali ed europei da parte di  questi  interlocutori.  
Polemiche a parte , in generale  per chi lavora per Veneto Agricoltura si preannunciano tempi difficili:
Saremo probabilmente spacchettati se il progetto di legge citato andrà in porto,
Siamo decurtati finanziariamente ogni anno di più per la gestione di centri ed aziende ( la difficoltà di poter avere i rifornimenti minimi di carburante per i mezzi aziendali  non è una barzelletta).inoltre da due anni il finanziamento degli investimenti per la manutenzione delle  strutture ed il ricambio  delle  attrezzature è  zero.
Siamo commissariati da dicembre 2012, per andare verso cosa non si sa,forse per rimanere Veneto Agricoltura , forse per entrare nel nuovo ente o per essere trasferiti in Regione ma anche “ privatisticamente “ceduti a  qualche altro ente da definire.
Siamo  discriminati nelle applicazioni contrattuali  a prescindere dai contratti applicati,da 2 anni aspettiamo l’applicazione economica e normativa  del rinnovo CCNL.
In  più con la perenne incertezza  di lavoro  garantito per i precari e gli  stagionali ed il rischio  presunto o manifesto di non poter più lavorare per i tagli che la crisi e la recessione di questi anni vero
Noi continuiamo a lavorare, produrre, ricercare, formare, gestire, ma diventa sempre più difficile  farlo  in queste condizioni.
Per quanto sopra riportato alla Politica, a Chi ci governa in  Regione Veneto    si chiede:
Garanzie occupazionali per i lavoratori di Veneto Agricoltura, qui come in tutte le sedi dell'ente in giro per il territorio veneto
Salvaguardia delle capacità, delle specializzazioni e delle conoscenze acquisite nel   lavoro di gestione ambientale ,  della ricerca e della  produzione  di  qualità che solo  un ente pubblico può mettere a disposizione della collettività. Anche questi sono Beni Comuni.
Sul ns. Ente abbiamo delle idee di riforma che partono dall’efficienza ed arrivano ad un occulta gestione delle risorse. Ci si  richiama però ai  punti di cui sopra, in proposito  abbiamo chiesto e chiediamo la definizione di percorsi certi  di confronto  con le Organizzazioni Sindacali  e le  RSU per l’apertura di tavolo  finalizzato a decidere  cosa deve fare Veneto Agricoltura e se e come questo ente debba essere riformato nel  contesto  di una conferenza di servizi vera  che comprenda anche gli altri Enti regionali. La stessa cosa non sembra essere tanto chiara e condivisa tra le varie anime del Governo Regionale.
Continuazione della gestione unitaria del demanio forestale regionale del Cansiglio, senza facili scappatoie liberiste,nel rispetto del territorio e della storia locale e del bene comune che ci è stato affidato,  ascoltando anche le proposte di chi qui ci lavora.
Stabilire nel vincolo di conservazione  della foresta il fulcro di altro sviluppo economico possibile  ed operare per fare si che  Veneto Agricoltura sia per gli enti locali che insistono sul demanio erogatore di servizi a costo equo  piuttosto che territorio di conquista da cui strappare risorse                                                                        
Massimo Cason. RSU FP- CGIL  Veneto Agricoltura

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