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Il Libro d'oro dell'Alpago e di Caiada

Ordini, provisioni, decreti, terminacioni et lettere in materia de Boschi d'Alpago e Caiada

cartiglio ASCBCon la dedizione a Venezia del 1420 il Cansiglio, o Bosco d’Alpago, venne compreso nel territorio della Serenissima e, successivamente, con la delibera del Consiglio di X del 21 novembre 1548, la foresta fu assoggettata a demanio militare a beneficio delle esigenze dell’Arsenale. Con questo atto d’imperio ha così inizio la storia della gestione della riserva boschiva da parte di Venezia, una gestione che riproponeva, anche nel bellunese, quanto già introdotto in altre foreste da essa amministrate (Montona, Montello ecc.). In particolare va ricordato che il compito di  amministrare e conservare il patrimonio boschivo spettava al Rettore in qualità di Provveditore dei Boschi. Al Podestà di Belluno competeva pertanto sovrintendere, con l’ausilio della figura del Capitano del bosco, alla foresta del Cansiglio, pur non rientrante tutta sotto la sua giurisdizione, e al più piccolo bosco di Caiada. Il codice, che qui viene presentato nella sua integrale trascrizione, è frutto così dell’esigenza di approntare una più funzionale e pratica amministrazione del bosco. La massa di documenti, costituiti da terminazioni, lettere, decreti e proclami, che via via venivano prodotti si ammassavano (e disperdevano), infatti, nella Cancelleria di Belluno e i rettori, in più occasioni, trovarono difficoltà a reperire provvedimenti e decisioni prese in passato a tutela di questo “capitale prezioso”. La raccolta, suggerita nel 1658 al Senato veneziano dal Rettore Sebastiano Pisani, su proposta dell’avvocato fiscale Prudenzio Giamosa, venne approvata dal massimo organo della Repubblica e subito realizzata nel corso del mandato del rettore successivo, Marin Zorzi 2°, sotto la vigilanza dello stesso fiscale Giamosa. Il manufatto presenta una legatura originale in pelle con fregi dorati che forse hanno originato l’appellativo di Libro d’oro, espressione con cui venne infatti identificato successivamente.

Per una sua più facile consultazione, il testo, tanto nella versione originale che nella trascrizione, è corredato di un indice tematico che consente anche la possibilità di confrontare proposte, interventi e/o provvedimenti presi nel corso del tempo in merito a medesime problematiche. Il codice non copre tutto l’arco temporale della presenza della Serenissima nella gestione delle foreste qui considerate, l’ultimo documento registrato porta infatti la data 1684. Realizzato in duplice copia, una da tenersi presso la Cancelleria bellunese, l’altra da inviarsi all’Arsenale, la raccolta ebbe forse versioni successive. Di un secondo e terzo Libro d’oro si ha, purtroppo, solo notizia indiretta da un’annotazione allegata ad una relazione inviata nel 1768 dall’avvocato fiscale Francesco Alpago al Podestà e Capitano di Belluno dell’epoca.

 

L'intero Libro d'Oro è stato trascritto intergralmente ad opera di Franco Dal Cin che vi ha dedicato alcuni anni di lavoro.  Si tratta di un ebook di 240 pagine ora liberamente scaricabile in formato PDF sul sito Cansiglio.it

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icon Ordini, provisioni, decreti, terminacioni et lettere in materia de Boschi dAlpago e Caiada (2.39 MB)

 Il documento verrà presentato il prossimo 3 aprile 2015 alle ore 21:00, presso la Biblioteca Civica di Vittorio Veneto nell'ambito della rassegna “Cinema e Ambiente”.

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