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Il Cansiglio trema

Il 16 aprile 2010 alle 16:44 ora locale (18.44 UTC) il Cansiglio ha brontolato facendosi sentire con un terremoto di Magnitudo 3.2 avvenuto a circa 3 km di profondità. E’ stato percepito dalla popolazione oltre che dagli strumenti preposti. E’ proprio a partire da questi livelli di energia che l’uomo sente i tremori. Il 7 marzo 2010 la Valcellina ha tremato con 3.4 di Magnitudo a Barcis senza suscitare clamori come invece è accaduto per questo del Cansiglio. E’ sbagliato creare allarmismi scrivendo sui giornali, come si è letto sul Corriere Alpi, che il recente sisma di Magnitudo 3.2 è stato forte: in termini energetici non lo è. Il caso va ridimensionato e confrontato con altri eventi. Quello del ’76 in Friuli (M=5.8 e 6.2), o quello di Haiti (M=7) o del Cile (M=8.8) recenti sono realmente forti. Il fatto che piccoli eventi come questo siano percepiti localmente non implica che siano di forte intensità.
Terremoti ce ne sono ogni giorno, soprattutto di piccola entità che noi non avvertiamo. Sembra quasi inutile ribadire i soliti concetti, e cioè che il Cansiglio è considerato a medio-alto rischio sismico ed è stato oggetto nel 1936 di uno dei due terremoti più forti del secolo scorso (M=5.8). Se andiamo più indietro nel tempo l’Alpago, nel 1873, è stato sconvolto da un sisma ancora più forte (M=6.3).
I sismi avvengono nelle radici della montagna poiché è posizionata nello spazio in modo particolare e tale da consentire accumuli di energia, di conseguenza sono possibili nel tempo anche liberazioni di questa. Secondo recenti studi si stima che quello del 1936 sia avvenuto a 15 km di profondità. I motivi di tali eventi non risiedono nel fatto che il Cansiglio è un’area carsica come la credenza popolare suggerisce. Il fenomeno del carsismo, infatti, riguarda prioritariamente la parte emersa della montagna o qualche centinaio di metri sotto la superficie. E’ ancora da verificare quanto la falda carsica possa influire o meno sull’accumulo di energia. I terremoti infatti avvengono anche dove non ci sono sistemi carsici. E allora? I motivi sono da ricondursi ai movimenti dei continenti, quindi alla tettonica del Pianeta. Nel caso del Nord - Est dell’Italia la placca Africana continua la sua inesorabile spinta sulla placca Euroasiatica strizzando la piccola placca Adria che sta in mezzo a loro: questa consiste in una porzione di crosta e mantello che corrisponde circa al Mar Adriatico e che, soggetta a grandi forze di compressione, si sta incuneando sotto le Alpi. Questo movimento si traduce in liberazioni di energia tramite terremoti. L’Italia è provvista di una fitta rete di monitoraggio da parte di diversi Enti o gruppi sia a livello professionale che amatoriale. Nonostante ciò non è possibile prevedere il momento del sisma, è possibile solo intuire dove si sta accumulando energia e seguire il movimento delle masse rocciose e, una volta successo l’evento, cercare di caratterizzarlo. L’illustrazione che segue (Fig.1) mostra il sismogramma dell’evento del Cansiglio registrato a 1,3 km in direzione Puos - Farra d’Alpago dalla stazione sismografica posizionata nel Comando Stazione Forestale di Piancansiglio, che rientra nella rete della FESN, Friuli Experimental Seismic Network (www.fesn.org). Il terremoto non è stato preceduto né seguito da altre scosse (Fig.2). I primi picchi sono le onde P, cioè le prime che arrivano, seguite dalle onde S, onde seconde appunto perché seguono le prime. I tremori che proseguono nel tracciato sono le onde di superficie, quelle che corrono sulla superficie della Terra. E cosa significa questo? Che il Cansiglio si muove come tutte le montagne della fascia prealpina e alpina ed è importante che ogni tanto lo faccia.

Dott. Barbara Grillo
Protezione Civile del FVG - Squadra di Pozzuolo del Friuli- www.fesn.org, www.protezionecivile.fvg.it
Università degli Studi di Trieste, Geodinamica e Geodesia, Via Weiss, 1 Trieste; www.geoscienze.units.it

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