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Ecoistituto Veneto: NO alla vendita del San Marco

A PROPOSITO DELLA VENDITA DELL’ HOTEL SAN MARCO IN PIAN CANSIGLIO
 

 Pochi giorni fa l’Ecoistituto del Veneto Alex Langer aveva lanciato la provocatoria proposta di demolire l’ex albergo San Marco in Pian Cansiglio piuttosto che procedere alla sua vendita.
 

Proposta nata dal pericolo che si verrebbe a creare in Cansiglio (e negli altri demani forestali regionali) se passasse la pratica della vendita, cominciando dall’ex Hotel San Marco.
 

Quella vendita, in apparenza ragionevole e dettata da motivi economici, potrebbe aprire la strada ad una lunga serie di altre vendite: i pascoli, le aziende agricole, il campo da golf  con la Club house, le malghe, il Rifugio S. Osvaldo, Casa Vallorch e così via, solo per restare in Cansiglio; per poi passare all’alienazione di altre proprietà regionali a Vallevecchia-la Brussa, Monte Baldo, e così via
 

Vendere il San Marco sarebbe come rompere una diga, infrangere un principio, quello della proprietà pubblica regional inalienabile, che in Cansiglio dura da oltre 10 secoli. Non si tratta di “ragionare come nel Medioevo”, ma di utilizzare al meglio e in modo moderno un patrimonio che la storia ci ha consegnato, compresa la gloriosa e sempre sbandierata  storia della  Repubblica di Venezia: è inutile e retorico citare sempre e quando fa comodo le capacità gestionali e la lungimiranza della Serenissima e poi in pratica fare l’opposto.
 

Questi patrimoni, a cominciare dal Cansiglio, vanno conservati pubblici, come beni comuni, per la conservazione degli ambienti naturali e della biodiversità e per sperimentare una gestione veramente sostenibile, nei fatti, non solo a parole.
 

L’augurio dell’Ecoistituto è che Consiglio e Giunta regionale non cedano a pressioni esterne, di privati e di comuni limitrofi, che vedono di buon occhio l’indebolimento della presenza  regionale: si conservi la proprietà pubblica e si ricerchino le soluzioni più appropriate, trovando le risorse necessarie per ristrutturare il San Marco, non per farlo diventare solo un albergo di lusso, ma una struttura in cui ci sia spazio, oltre che per chi pratica il golf,  anche per il turismo sociale, famigliare, legato al mondo rurale, con attenzione ai meno fortunati, ai portatori di disabilità.
 

Altrimenti, piuttosto che il San Marco diventi il cavallo di Troia per iniziare a demolire un patrimonio pubblico tanto importante, sarebbe meglio la demolizione poiché questa soluzione, solo apparentemente irragionevole, sarebbe in realtà il male minore.
 

Michele Boato  direttore dell’Ecoistituto Veneto Alex Langer

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