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Rubata in Col Cornier una stazione di monitoraggio terremoti

L’Altopiano del Cansiglio si trova in un'area classificata a medio-alto rischio sismico, perché è stato interessato da un forte terremoto avvenuto il 18 ottobre 1936 con magnitudo di poco superiore a 6, cioè paragonabile al sisma del Friuli del 1976. E’ uno dei due eventi, precedenti a questo, più forti del XX secolo. Vennero colpiti in modo disastroso tutti i paesi delle pedemontana che circondano la montagna, soprattutto Caneva. Ma non è stato l’unico che ha interessato questa parte delle Prealpi: nel 1873 avvenne un evento ancora più forte che colpì in modo particolare anche l’Alpago. La probabilità che in Cansiglio si verifichi un altro evento simile va dai 50 ai 70 anni. Non si può escludere quindi che nel prossimo futuro possa avvenire di nuovo. Il terremoto, se mai accadesse, non conosce confini e quindi è importante conoscere il fenomeno ed essere il più possibile preparati. Uno dei modi per farlo è studiare l’area e monitorarla. Dal 2005 il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Trieste ha iniziato una campagna di studi geofisici in Cansiglio installando in una grotta in Piancansiglio una strumentazione, che consiste in due clinometri, in grado di registrare i movimenti lenti della crosta terrestre. Confrontando questi dati con quelli della stazione satellitare installata dal Centro di Ricerche Sismologiche O.G.S. di Udine dal 2004 in località Gaiardin di Caneva, è stata riscontrata una notevole relazione nelle registrazioni, soprattutto in corrispondenza di grossi eventi piovosi. Infatti è stato scoperto che il Cansiglio, nota area carsica da cui nasce il Fiume Livenza, si deforma sotto l’azione del carico idraulico con movimenti che possono superare anche il centimetro in pochi giorni durante l’abbondante evento piovoso, per poi ritornare alla condizione originale. Al fine di comprendere la tipologia del movimento, quanto sia influente il fattore idraulico sull’accumulo di energia elastica in questo contesto geofisico cosi complicato e per capire se il fenomeno è puramente un fatto locale o regionale, nel 2010 è nata una collaborazione tra l’Università di Trieste, Centro di Ricerche Sismiche di Udine e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma con l’idea di installare una piccola rete di stazioni GPS sparsa sulla montagna tra il Cansiglio e il Cavallo. Sono state svolte due campagne di monitoraggio e studi, oggetto anche di Tesi, i cui risultati confermano quanto era stato riscontrato nelle precedenti osservazioni. Una delle stazioni GPS situata in zona Col Cornier è stata rubata alcuni giorni fa mettendo, in questo modo, in crisi la rete di monitoraggio. Si tratta di un episodio spregevole condotto da persone spregevoli.

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