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No all'urbanizzazione del Pian Cansiglio

Il processo "strisciante" di urbanizzazione della Piana del Cansiglio va avanti inesorabilmente senza un progetto apparente che non sia quello di affrontare le emergenze turistiche diventate prioritarie e considerate quasi "naturali". In questa direzione va la bonifica della ex-base militare con il recupero delle volumetrie per farne, pare, nuovi uffici e, incredibile a dirsi, una nuova "area per i camper". In questo quadro, i naturali padroni del Pian Cansiglio, i cervi e gli altri animali da proteggere, sono considerati degli intrusi e delle rogne. Prima si eliminano e meglio è. Il Cansiglio, se dovesse affermarsi questa politica urbanizzatrice, sarà ridotto al livello di una periferia urbana. E' necessario rilanciare il progetto di parco. Un parco che faccia dell'area protetta (Pian Cansiglio e la foresta che lo circonda) una zona rinaturalizzata possibilmente integrale, e dislochi tutti i servizi nella fascia esterna dei paesi. In questa prospettiva dovrebbero essere progressivamente trasferiti in Alpago i servizi turistici e ricettivi, dando vita ad una vera e propria "porta" del Cansiglio a Col Indes, in stretto accordo con i Comuni e con le popolazioni residenti. Per questo, ancora una volta, diciamo NO al recupero urbano della ex-base e chiediamo la rinaturalizzazione della Piana. Il Cansiglio deve tornare ad essere come è stato per secoli.

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