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Grandi opere contro il Territorio

Le dichiarazioni rilasciate in questi giorni alla stampa locale da Roger De Menech, Deputato del Parlamento italiano, e da Pierluigi Svaluto Ferro, attuale Sindaco di Perarolo, sono motivo di grande soddisfazione per noi del Comitato PAS-Peraltrestrade Dolomiti, in quanto riportano pienamente quanto - anche se spesso inascoltati - stiamo sostenendo da anni con comunicati stampa e incontri pubblici: la trasformazione del Cadore in un banale quanto devastante corridoio di traffico internazionale per ipotetici 12 milioni di veicoli/anno comprometterebbe per sempre il futuro di questo territorio e sarebbe funzionale essenzialmente ai grandi operatori finanziari molto distanti da noi.

Se l'autostrada, poi, arrivasse solo alle porte del Cadore, cosa del tutto irrealistica per i costi a fronte dei benefici, un casello autostradale a Perarolo servirebbe solo a spostare più a nord di qualche chilometro il “tappo” di Longarone, con effetti facilmente immaginabili sulla mobilità locale, causando code paralizzanti da Cortina al Comelico nei momenti di punta e creando le basi per un ulteriore prolungamento dell'A27.

Un punto non ci trova d'accordo col sindaco Svaluto: l'affermazione che anche gli industriali bellunesi ammetterebbero l'inopportunità dell'infrastruttura. Va ricordato infatti che gli stessi sono sempre stati fra i più fervidi sostenitori dell'autostrada - poco importa in quale direzione - Est, Ovest, Nord - e chiunque abbia partecipato ai recenti incontri organizzati grazie al loro contributo presso l'hotel Astor e il Comunale di Belluno ha potuto constatare che non hanno cambiato idea. Benvenga la ferrovia, dicono, se ci sono le risorse, però si dia precedenza all'autostrada. L'associazione degli industriali, infatti, sembrerebbe pronta ad applicare alle scelte che riguardano la viabilità provinciale la stessa politica che sta portando avanti nel campo del mini-idroelettrico: sfruttamento totale e indiscriminato dei residui corsi d’acqua a puro fine di lucro privato, a fronte di un contributo energetico insignificante.

L'obiettivo che emerge tra le righe delle loro dichiarazioni è chiaro e sempre lo stesso: collegare i grandi motori economici delle pianure e città metropolitane del SUD con quelli del NORD tramite un nuovo corridoio alpino interno alla Regione Veneto, tradendo di fatto lo spirito della Convenzione delle Alpi che stigmatizza nuovi sfondamenti autostradali a carico delle valli alpine.

Noi siamo per un sì forte e determinato al prolungamento della ferrovia che colleghi i paesi del Cadore, Ampezzano e Pusteria e un no altrettanto forte e determinato a proposte di viabilità autostradale che vanno nella direzione opposta agli interessi delle popolazioni locali e alle indicazioni dell'Europa.

Nei prossimi giorni discuteremo di questi temi all'interno dell'Assemblea del presidio di LIBERA Cadore (di cui Peraltrestrade fa parte assieme a tante altre associazioni) affinché anche questa importante associazione prenda una posizione con tutto il peso che può mettere in campo; in fin dei conti stiamo parlando di “bene comune” (ferrovia) contro “interesse privato” (autostrada).

 

PER ALTRE STRADE DOLOMITI - Comitato interregionale Carnia-Cadore


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