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Storia del Cansiglio

La lezione più probabile dell’etimologia del toponimo Cansiglio.

Con l’accrescersi delle pubblicazioni sul Cansiglio, ad oggi se ne contano più di trecento, sull’origine del toponimo sono state formulate varie congetture ed interpretazioni, spesso in palese contraddizione tra di loro. Delle tante etimologie proposte (Campus Silius: Campo Silvio; Campus Sullae: Campo di Silla; Campus Silis: Campo del Piave; Campus silens: Campo silenzioso; Campus silvae: Campo della selva; Campus exilii: Campo dell’esiliato etc.) solo una sembra reggere ad un’accurata investigazione storico-linguistica e filologica ed è quella che fa derivare il toponimo da Campus concilii: Campo del concilio. Il primo documento ad attestare seppur genericamente il luogo, denominato Casillus, è un diploma di Berengario I (923 d.C.); il secondo è una Bolla pontificia (1185 d.C.), in cui compare invece la denominazione Campus Silius. Secondo i più importanti studiosi di topologia (Olivieri, Pellegrini, Marcato) quest’ultima grafia è uno svisamento di Casillus, cioè un errore di trascrizione del notaio estensore dell’atto. Si badi bene inoltre che questi due nomi, Campus Silius in maniera inequivocabile, indicano non il bosco ma il ‘Pian’, cioè la grande radura centrale. Tant’è che solo dal Seicento si comincia a parlare del Bosco del Cansiglio, prima la selva era denominata ‘Bosco d’Alpago’ o ‘Gran Bosco da remi di San Marco’. Il toponimo originario Casillus è probabilmente una sineddoche, cioè la parte, la radura centrale, che sta per il tutto, la foresta con i suoi canp (Cadólten o Canp de l’Armata, Canp de Mèzh, Canp de Sóra, Canpedèi, Canp de Mussa, Canpón e altri ormai obliati). Casillus poi nascerebbe dalla fusione di Campus, nel significato medievale di ‘spazio chiuso e delimitato’, e di concilium che, sempre nell’accezione medievale, indica un’unità consortile, cioè una proprietà fondiaria gestita da più comuni (d’Alpago, in questo caso). Esso è un toponimo metaplastico, originato cioè dalla fusione di due nomi con perdita e mutazione di alcuni suoni: Ca(mpuscon)cilii > Cacilii > Casilli (e poi dallo svisamento Campus Silius > Can(pus)Silius > Cansilius, di qui il dialettale Canséi e l’italiano Cansiglio). Il Cansiglio infatti, fin dall’epoca longobarda (ma si suppone anche in epoca romana, quantunque non esista alcuna attestazione scritta), era una proprietà rurale gestita comunitariamente. In epoca carolingia la proprietà nominale passò al Vescovo di Belluno, ma di fatto viene sempre sfruttata, specie per la monticazione, dai comuni d’Alpago dietro il pagamento di un affitto; l’esbosco invece era poco praticato per le difficoltà di avvallare il legname. E così per tutto il medioevo, anche se vari atti notarili testimoniano che i pascoli cadono progressivamente in mani private, fino a quando sarà bandito dalla Repubblica di Venezia nel 1548 per difenderlo dai tagli indiscriminati e dalla pressione dei pastori. Un’ulteriore conferma all’etimo del Cansiglio, secondo il Serra, sembra venire dal nome della mulattiera che vi conduceva, da Fregona, detta Conzhìa (corruzione orale di Concilium), presente in carta già dall’anno 1348. Cansiglio da Campus concilii dunque, a testimoniare anche nel nome un luogo che da secoli è patrimonio inalienabile della collettività.

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