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Storia del Cansiglio

Gli "inutili faggi" del Cansiglio. La Terminazione 3 Maggio 1792

Frontespizio

“Mutare radicalmente la fisionomia del Cansiglio abbattendo i faggi che in gran prevalenza lo compongono, ormai considerati inutili, per sostituirvi abeti ed altre piante resinose: è questo l’obiettivo che si propone la riforma boschiva approvata all’inizio degli anni Novanta per quanto concerne la più estesa foresta dello Stato”. È con queste parole che lo storico Antonio Lazzarini apre il secondo capitolo del suo “La trasformazione di un bosco. Il Cansiglio, Venezia e i nuovi usi del legno (secoli XVIII-XIX)”. Nel capitolo viene descritto il contesto culturale e politico all’origine della riforma. In particolare, due sono gli input: un nuovo pensiero agronomico, influenzato da idee illuministiche, che anche nello Stato veneto trovava accoglienza e una denuncia del 1771 dei Patroni all’Arsenal sullo stato dei boschi. Allo scopo vennero creati organi straordinari, istituite, e sciolte, conferenze, ma nel corso del ventennio Venezia produsse solo una riforma relativa ai boschi dell’Istria (1778). Per i boschi di Terraferma la questione si presentava più complessa. Così, sempre il Lazzarini, focalizza le difficoltà nell’approntare questa riforma: “Impiantare una riforma forestale non è certo facile: essa riguarda problematiche complesse e delicate relative alla fornitura della materia prima più importante per l’Arsenale, all’approvvigionamento di legna da fuoco per la Dominante, all’assetto idrogeologico della Terraferma e quindi ai pericoli d’interramento della laguna; viene a toccare le competenze di numerose magistrature, spesso in contrasto fra loro e gelose delle loro prerogative investe gli interessi di molti membri del patriziato, proprietari di boschi o, con elusione del divieto vigente di prenderli in affitto, coinvolti nel grosso business del commercio del legname.”
La riforma viene portata a termine dall’Inquisitorato all’Arsenal, magistratura straordinaria istituita nel 1782 dal Senato. La Terminazione del 3 maggio 1792, cui seguiranno alcuni altri provvedimenti, era, come detto, particolarmente riferita al Cansiglio, il più vasto dei boschi pubblici. Richiamando antichi provvedimenti innestava nuove scelte agronomiche, ma, come gli eventi storici poi sentenzieranno, non avrà lungo respiro, e, nei pochi anni di attuazione, non mancherà anche di generare problematiche e contenziosi che si protrarranno ben oltre la caduta della stessa Repubblica di Venezia.

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