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Storia del Cansiglio

Alberi monumentali del Cansiglio: un tesoro da salvaguardare

modolo2015Il cercatore d’alberi, Tiziano Fratus, nella sua rubrica quindicinale che tiene sul quotidiano La Stampa, segnalava il 16 ottobre scorso la presenza di due alberi monumentali in  zona Alpago-Cansiglio. Due faggi, uno, in condizioni precarie, in località Col Indes, (Comune di Tambre) l’altro, che gode miglior salute, in Pian Formosa (Comune di Ches d’Alpago). Il Cansiglio si sa è foresta di faggi, altri alberi d’alto fusto però sono presenti, abeti rossi, spesso d’impianto artificiale,  e bianchi, pochi larici ed ancor meno altre sparute essenze. I faggi  sopra ricordati dal quotidiano erano già stati oggetto di un rilievo condotto in passato e riportato nel volume, Alberi monumentali nella Provincia di Belluno, Agorà Libreria Editrice. La ricerca veniva poi anche citata in atti di pianificazione ambientale da parte del Comune di Farra d’Alpago. Di tutti gli alberi citati, solo il faggio di Pian Formosa è stato poi inserito nell’Elenco regionale degli alberi monumentali istituito dalla Regione Veneto con legge regionale n. 20/2002. Ora però c’è una novità, in questi giorni dovrebbero pervenire al Corpo Forestale dello Stato le segnalazioni risultanti dagli accordi stipulati dal Corpo forestale stesso con le Regioni per la realizzazione di un nuovo censimento nazionale degli alberi monumentali. Il precedente risaliva ad una trentina d’anni fa. L’istituzione dell’elenco è infatti previsto dal Decreto 23 ottobre 2014 del Ministero delle politiche agricole e forestali in attuazione della legge 14 gennaio 2013, n. 10, che all’art. 7 prevede la salvaguardia degli alberi monumentali mediante anche l’istituzione di un apposito elenco. Il Decreto citato assegnava ai Comuni il compito di effettuare il censimento entro la data del 31 luglio scorso, mentre alle Regioni spetta, entro il 31 dicembre prossimo, redigere l’elenco in base alle segnalazioni ricevute. Nel caso in cui le Regioni avessero già istituiti degli elenchi regionali ai sensi della normativa regionale di tutela e valorizzazione degli alberi monumentali, il Decreto prevede che tali elenchi siano revisionati, sulla base dei criteri e metodi ora indicati. Un aspetto del Decreto si vuole qui sottolineare; all’art. 4 si definisce cosa si intende per albero monumentale e si indicano i criteri per l’individuazione nei diversi contesti nei quali sono inseriti. Tra questi contesti si menzionano espressamente anche gli alberi facenti “parte di formazioni boschive naturali”. In riferimento all’area Alpago-Cansiglio, non solo quindi alberi isolati, come quelli citati nell’articolo d’apertura o quello riportato nell’elenco regionale, ma anche alberi presenti all’interno della foresta, cosi come già ricercatori e studiosi hanno segnalato alle amministrazioni comunali interessate. Vale  l’esempio dell’abete bianco situato nella parte occidentale della foresta del Cansiglio tra il Monte Toset e il Col Mazzuc, nel Comune di Farra d’Alpago. Maestoso esemplare di diversi secolari abeti bianchi, forse sopravvissuti, o immediatamente successivi, agli estesi tagli effettuati nella zona di Val Piccola dagli imprenditori Celotta e Manarin pochi anni prima della caduta della Serenissima. Non sappiamo se i Comuni che estendono il loro territorio sull’area della foresta del Cansiglio abbiano acquisito segnalazioni e/o avviato le procedure per la valutazione ai fini dell’inclusione di alberi della foresta da inserire nell’elenco. Dalle informazioni raccolte sembra di no. Se ciò rispondesse a verità riteniamo che, quanto meno per l’albero segnalato, sia una occasione mancata per dare un concreto segnale di interesse verso una gestione del patrimonio forestale che valorizzi anche gli aspetti naturalistici di queste zone protette, sia negli aspetti vegetazionali, che storici e paesaggistici. In tal caso auspichiamo che, come previsto dall’art. 7 del Decreto, si voglia cogliere l’occasione degli aggiornamenti annuali degli elenchi per porvi rimedio e i soggetti interessati, istituzionali o meno, collaborino per avviare iniziative di salvaguardia e valorizzazione di questi ed altri aspetti della foresta del Cansiglio.

(Foto di Massimiliano Modolo)

Per leggere l'articolo di Tiziano Fratus: icon Tra i faggi del Cansiglio gli esseri umani tacciono

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