cansiglio.it

Sei qui: Home | Storia | Storia Forestale | Non categorizzato

Non categorizzato

Cansiglio bene pubblico. No alla vendita del San Marco.

Hotel San MarcoConvinti che la tutela del Cansiglio non possa prescindere dal considerare l’intera area su cui si estende un bene di proprietà pubblica, che il plurisecolare demanio, che in passato lo ha protetto da interessi speculativi, sia anche oggi e in futuro, un vincolo,  una condizione fondamentale per la salvaguardia di tutti gli ecosistemi che caratterizzano la biodiversità della foresta, la Redazione di Cansiglio.it sostiene la Risoluzione in discussione il 30 giugno p.v. al Consiglio regionale del Veneto affinché la Giunta regionale ritiri la delibera che prevede la vendita dell’Hotel San Marco in Pian Cansiglio. A tale scopo invita tutti coloro hanno a cuore che il Cansiglio continui ad essere un bene pubblico, che non si apra una pericolosa breccia nella gestione pubblica di tale bene, a manifestare il proprio appoggio alla richiesta partecipando al presidio che si terrà la mattinata del giorno 30 nei pressi di Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto.

In allegato il testo della Risoluzione. icon Risoluzione Consiglio regionale del Veneto (271.15 kB)

System.String[]

Grandi opere contro il Territorio

Le dichiarazioni rilasciate in questi giorni alla stampa locale da Roger De Menech, Deputato del Parlamento italiano, e da Pierluigi Svaluto Ferro, attuale Sindaco di Perarolo, sono motivo di grande soddisfazione per noi del Comitato PAS-Peraltrestrade Dolomiti, in quanto riportano pienamente quanto - anche se spesso inascoltati - stiamo sostenendo da anni con comunicati stampa e incontri pubblici: la trasformazione del Cadore in un banale quanto devastante corridoio di traffico internazionale per ipotetici 12 milioni di veicoli/anno comprometterebbe per sempre il futuro di questo territorio e sarebbe funzionale essenzialmente ai grandi operatori finanziari molto distanti da noi.

Se l'autostrada, poi, arrivasse solo alle porte del Cadore, cosa del tutto irrealistica per i costi a fronte dei benefici, un casello autostradale a Perarolo servirebbe solo a spostare più a nord di qualche chilometro il “tappo” di Longarone, con effetti facilmente immaginabili sulla mobilità locale, causando code paralizzanti da Cortina al Comelico nei momenti di punta e creando le basi per un ulteriore prolungamento dell'A27.

Un punto non ci trova d'accordo col sindaco Svaluto: l'affermazione che anche gli industriali bellunesi ammetterebbero l'inopportunità dell'infrastruttura. Va ricordato infatti che gli stessi sono sempre stati fra i più fervidi sostenitori dell'autostrada - poco importa in quale direzione - Est, Ovest, Nord - e chiunque abbia partecipato ai recenti incontri organizzati grazie al loro contributo presso l'hotel Astor e il Comunale di Belluno ha potuto constatare che non hanno cambiato idea. Benvenga la ferrovia, dicono, se ci sono le risorse, però si dia precedenza all'autostrada. L'associazione degli industriali, infatti, sembrerebbe pronta ad applicare alle scelte che riguardano la viabilità provinciale la stessa politica che sta portando avanti nel campo del mini-idroelettrico: sfruttamento totale e indiscriminato dei residui corsi d’acqua a puro fine di lucro privato, a fronte di un contributo energetico insignificante.

L'obiettivo che emerge tra le righe delle loro dichiarazioni è chiaro e sempre lo stesso: collegare i grandi motori economici delle pianure e città metropolitane del SUD con quelli del NORD tramite un nuovo corridoio alpino interno alla Regione Veneto, tradendo di fatto lo spirito della Convenzione delle Alpi che stigmatizza nuovi sfondamenti autostradali a carico delle valli alpine.

Noi siamo per un sì forte e determinato al prolungamento della ferrovia che colleghi i paesi del Cadore, Ampezzano e Pusteria e un no altrettanto forte e determinato a proposte di viabilità autostradale che vanno nella direzione opposta agli interessi delle popolazioni locali e alle indicazioni dell'Europa.

Nei prossimi giorni discuteremo di questi temi all'interno dell'Assemblea del presidio di LIBERA Cadore (di cui Peraltrestrade fa parte assieme a tante altre associazioni) affinché anche questa importante associazione prenda una posizione con tutto il peso che può mettere in campo; in fin dei conti stiamo parlando di “bene comune” (ferrovia) contro “interesse privato” (autostrada).

 

PER ALTRE STRADE DOLOMITI - Comitato interregionale Carnia-Cadore


System.String[]

Il bosco vetusto, un investimento per il futuro

Come deciso dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2012, il 21 marzo scorso si è celebrata la Giornata Internazionale delle Foreste, una occasione per ricordare il ruolo e l’importanza che le foreste hanno nella salvaguardia ambientale dell’intero pianeta. Per quella giornata la comunità di Amici del Cansiglio, con la collaborazione di Veneto Agricoltura e il Corpo forestale dello Stato UTB di Vittorio Veneto, ha organizzato in Cansiglio un’iniziativa che aveva come tema anche il bosco vetusto. In seno alla FAO, per armonizzare la terminologia forestale si è proposto di definire come foresta vetusta “un bosco primario o secondario che abbia raggiunto un’età nella quale specie e attributi strutturali normalmente associati con foreste primarie senescenti dello stesso tipo, si siano sufficientemente accumulati così da renderlo distinto come ecosistema rispetto a boschi più giovani” (UNEP/CBD/SBSTTA 2001). La pubblicazione “Foreste Vetuste in Italia” edita dal Ministero dell’Ambiente, dalla quale è stata tratta la definizione, sottolinea la difficoltà di applicare in modo univoco il concetto ai diversi contesti del pianeta, ed in particolare, all’area europea nella quale non esistono più foreste primarie.
Vista l’importanza riconosciuta a questa tipologia di ecosistema forestale ai fini della salvaguardia della biodiversità e per una gestione forestale sostenibile, è da sottolineare positivamente il progetto di ricerca finanziato dallo stesso Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e portato avanti dal Centro di Ricerca Interuniversitario “Biodiversità, Fitosociologia ed Ecologia del Paesaggio”. Tra gli scopi del progetto vi era anche quello di commisurare la definizione di foresta vetusta alle caratteristiche dei boschi italiani. Una presentazione della valenza di questi ecosistemi, con anche l’individuazione di una rete di foreste vetuste esistenti nei Parchi Nazionali, è presente nella pubblicazione sopra citata (scaricabile anche da questo sito: Foreste Vetuste in Italia  - Contributo tematico alla Strategia Nazionale per la Biodiversità, Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, 2010).

In questa sede si vuole apportare un piccolo contributo al dibattito in corso tra studiosi e gestori del patrimonio forestale pubblicando il testo dell’intervento tenuto dal dott. Cesare Lasen il 14 febbraio scorso alla Biblioteca Civica di Vittorio Veneto nell’ambito della terza rassegna di Cinema e Ambiente. La relazione, dal titolo "Il bosco vetusto, un investimento per il futuro", è stata densa di spunti, osservazioni ed appassionata nel sostenere l'importanza ambientale di questi ecosistemi forestali. Realtà vicine e lontane, di vaste dimensioni o di nicchia, che il relatore ha visitato e studiato nell'ambito dei suoi studi ed incarichi ricoperti.  Convinto sostenitore dell’importanza di queste realtà naturali o prossimo-naturali, il dott. Lasen ha poi anche avanzato delle concrete proposte affinché ci si possa orientare verso una gestione del patrimonio boschivo che consenta di preservare, a beneficio della conoscenza e della qualità della vita delle future generazioni, una integra e più possibile naturalità delle foreste.

Per scaricare il testo della relazione cliccare qui sotto:

 icon Il bosco vetusto, un investimento per il futuro (123.41 kB)

System.String[]

Giornata Internazionale delle Foreste 2016

 

Nel 2012 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 21 marzo  quale Giornata Internazionale delle Foreste. La Comunità Amici del Cansiglio condivide l’obiettivo di accrescere la consapevolezza verso l’importanza che il patrimonio arboreo ha per la sopravvivenza di tutto il nostro Pianeta. Le foreste rappresentano, infatti, un importante serbatoio di biodiversità, garantiscono la protezione del suolo dal dissesto idrogeologico e, trattenendo il carbonio, mitigano gli effetti del cambiamento del clima. Amici del Cansiglio promuove localmente la Giornata con l'obiettivo di tutelare la Foresta del Cansiglio e le sue creature; sostenere la formazione di boschi vetusti in Cansiglio e sostenere l'attività del Vivaio Forestale regionale e tutti i servizi pubblici gestiti da Veneto Agricoltura. Gli Amici del Cansiglio, con il patrocinio di Veneto Agricoltura, Centro Forestale di Pian Cansiglio, l’adesione del Corpo Forestale dello Stato, UTB di Vittorio Veneto, Legambiente Vittoriese e l’Associazione Naturalistica Prealpi Cansiglio,, promuovono  per domenica 20 marzo 2016 la Giornata in Cansiglio con il seguente programma:

 DOMENICA  20  MARZO  2016  –  ORE 10

APPUNTAMENTO  a PIAN DEI SPINI – VIVAIO

 ORE 10:00 – Presentazione della Giornata e Interventi
ORE 10:15 - Visita guidata al Vivaio Forestale a cura di Veneto Agricoltura.

L'incontro si terrà anche in caso di pioggia.

A seguire, alle ore 11:00, si svolgerà l’escursione con visita a Casa Col Saler, Pian Canaie e Pian Canaie Vecchio. Necessario premunirsi di ciaspe. Il rientro a località Vivaio è previsto per le ore 15:00. L'escursione, con le guide di Prealpi Cansiglio Hiking, è gratuita e prevede la possibilità di noleggiare le ciaspe (6 € a paio).

Prenotazione ciaspe  a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - cell. 370.1107202.

Materiale di documentazione:

icon Giornata Internazionale delle Foreste-21 marzo-Risoluzione (51.88 kB)

icon Foreste Vetuste in Italia (5.92 MB)

icon Nota storica sui Vivai del Cansiglio (615.04 kB) 

System.String[]

Appello al Presidente Mattarella

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica,

siamo lavoratrici e lavoratori in divisa del Corpo Forestale dello Stato che, come è noto, fra poco sarà soppresso ed assorbito dall’Arma dei Carabinieri. Il Consiglio dei Ministri, infatti, il 21 gennaio scorso ha licenziato lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo Forestale dello Stato ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera A della Legge 7 Agosto 2015 numero 124, in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche. Nonostante la delega ricevuta dal Governo prevedesse il riordino del Cfs o l’eventuale assorbimento in altra forza di polizia, non considerando affatto il RIORDINO si è passati da subito alla seconda soluzione in tal modo individuando, a nostro avviso, la più sconsiderata ed anticostituzionale previsione quale quella dell’assorbimento del C.F.S., Corpo di Polizia a ordinamento civile, nell’Arma dei Carabinieri, Polizia Militare nonché quarta Forza Armata dello Stato Italiano. Il Corpo Forestale dello Stato, unica forza di polizia specializzata nel settore ambientale da 193 anni viene, di fatto, soppresso senza considerare minimamente il vuoto che si verrà a creare nel settore, perdendo l’esperienza maturata in quasi due secoli di storia. Noi riteniamo che l’ambiente e soprattutto la gestione tecnica del settore non possano essere militarizzati perché ciò corrisponderebbe a sostenere che è possibile utilizzare i militari per insegnare a scuola o per fare gli infermieri negli ospedali! Chiediamo la Sua attenzione, Presidente, perché speriamo in una riflessione poiché siamo disperatamente consapevoli che la Sua firma su quel Decreto autorizzerà la militarizzazione forzata di 8.000 lavoratori che hanno scelto di fare un concorso pubblico per entrare nel Corpo Forestale dello Stato e non un arruolamento in un corpo di polizia militare. Circa il 90% dei Forestali sono contrari a questo assorbimento nell’Arma dei Carabinieri mentre nella restante parte risiede rassegnazione e paura. Pur non comprendendo la mancata riforma delle 5 forze di polizia a carattere nazionale, che ne prevedeva la riduzione a due, tuttavia, se proprio questo disegno dovrà essere realizzato almeno si cerchi di non umiliare la storia e l’essenza dei lavoratori del Cfs assoggettandoli alla militarizzazione e si scelga, semmai, l’assorbimento in una forza di polizia ad ordinamento civile quale per esempio la Polizia di Stato. Signor Presidente, noi speriamo che possa esservi un Suo intervento affinché non vengano lesi i diritti dei lavoratori del Corpo Forestale dello Stato, servitori dello Stato che hanno scelto di impegnarsi in altri orizzonti rispetto alla vita militare, e chiediamo, che vi sia la possibilità di indurre il Governo ad una riflessione su un provvedimento che, se varato, rappresenterebbe un pericoloso precedente che va nella direzione opposta da quella tracciata dalla Legge 121 del 1981 e dalla Commissione Europea.

fonte: AbruzzoWeb

System.String[]

Newsletter

Per ricevere il Bollettino del Cansiglio (email) iscriviti alla newsletter
Sei qui: Home | Storia | Storia Forestale | Non categorizzato

 

  Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Informazioni >Cookie Policy>OK