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08/02/2000 Oltre un miliardo per l'educazione ambientale. La tribuna di Treviso

La Tribuna

Treviso, martedì 8 febbraio 2000,

VITTORIO VENETO - QdP  Destinato al Cansiglio
Oltre un miliardo
per l'educazione
ambientale

f.d.m.

FREGONA. Mai visti tanti soldi in Cansiglio, per fare educazione ambientale. Oltre un miliardo. Precisamente 1.145 milioni. E' il contributo che lo Stato ha riconosciuto all'ente Veneto Agricoltura della Regione. La sede dei corsi sarà Vallorch, in comune di Fregona, il caratteristico villaggio cimbro dov'è stata ristrutturata la stazione forestale. E dove ieri si è tenuto un convegno di ingegneri e forestali per il recupero ambientale; vi hanno partecipato i responsabili provinciali del Genio civile, coordinati dall'ingegner Dall'Asta, responsabile regionale. Il miliardo e 145 milioni è, comunque, il risultato dell'intesa sottoscritta dalla Regione col Ministero dell'Ambiente. E' la premessa - dicono a Veneto Agricoltura - per la costituzione di un vero e proprio Centro regionale di educazione ambientale. L'area del Cansiglio ne ha tutte le caratteristiche. L'ambiente, prima di tutto (in questi giorni è stata depositata una proposta di legge per l'istituzione di una riserva naturale, tale da mantenere lo status di salvaguardia oggi esistente), con 130 chilometri di sentieri e con percorsi a tema: archeologia, tipologie forestali, zone umide e carsismo. E, poi, le strutture: oltre al Centro di Vallorch, quelle recentemente trasferite dallo Stato a Veneto Agricoltura come l'ex caserma di Pian Osteria, per la quale è prevista la ristrutturazione finalizzata all'attività didattica, il museo etnografico, per il quale si prevede la risistemazione delle sale espositive e l'inserimento in un percorso museale che comprenda anche l'istituto naturalistico Zanardo, nonché il giardino botanico. «Il Centro regionale di educazione ambientale potrà così, a breve, presentarsi con un'offerta completa, dando l'opportunità a quanti ne vorranno approfittare - rilevano a Veneto Agricoltura - di partecipare a esperienze formative in un contesto naturale assolutamente unico, con un occhio attento alla ricerca e all'attività didattica, con corsi di aggiornamento, stage, convegni, soggiorni». L'attività sarà probabilmente gestita da cooperative.

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06/02/2000 Non c'è certezza per il futuro del Cansiglio Il corriere delle Alpi

Corriere delle Alpi

ALPAGO  
domenica 6 febbraio 2000, S. Paolo Miki  
 
Non c'è certezza per il futuro del Cansiglio
Il sindaco di Tambre boccia la recente proposta di creare una Riserva naturale
Il Comitato per il parco punta a un ente per una gestione unitaria tra Veneto e Friuli Venezia Giulia

Francesco Dal Mas

TAMBRE. «L'istituzione di una riserva naturale in Cansiglio non cambia assolutamente niente. Noi, invece, abbiamo urgente bisogno che si faccia un salto di qualità, perché l'altopiano è destinato altrimenti alla marginalizzazione socio-economica, oltre che naturalistica». Marco Bortoluzzi, sindaco di Tambre, non gradisce affatto la proposta di legge per l'istituzione della riserva avanzata da 7 consiglieri regionali uscenti, sia della maggioranza che dell'opposizione. Va al contrattacco e annuncia iniziative che vanno decisamente nel segno opposto.
«Il 17 febbraio organizzeremo un convegno in Alpago - fa sapere Mario Azzalini, del Comitato per il parco - con lo scopo di lanciare la proposta di un ente unico per un'unica gestione del Cansiglio. E' dal 1983 che stiamo lavorando per l'istituzione di un parco interregionale. Ritornare alla riserva naturale significa bruciare circa vent'anni di battaglie per una tutela ambientale che si coniughi con uno sviluppo socio-economico compatibile». La riserva naturale proposta dai consiglieri regionali Boato, Rossi, Vigna, Sprocati, De Checchi, Padoin verrebbe istituita nel territorio della sola Regione Veneto e di fatto non modificherebbe la situazione esistente, con la gestione della foresta da parte dell'Ente Veneto Agricoltura. Una gestione che secondo una buona parte degli ambientalisti garantisce già oggi il massimo di salvaguardia. Il parco interregionale, secondo questo indirizzo, non è proponibile, per il semplice fatto che la Regione Friuli-Venezia Giulia rinuncerebbe difficilmente alla competenza su una parte del suo territorio. Per il 17 febbraio, comunque, il sindaco Bortoluzzi ed i fautori del parco interregionale hanno invitato Massimo Cacciari perché inserisca nel suo programma, qualora venga eletto in Regione, la proposta di una gestione unica della foresta. «Oggi come oggi il Cansiglio è destinato ad una progressiva agonia - sottolinea il sindaco di Tambre -, poiché il dato della conservazione naturalistica non si accompagna con quello dello sviluppo. Chi opera in Cansiglio lo fa in condizioni di massima precarietà: in cambio dell'affitto delle strutture da "Veneto Agricoltura" si trova costretto ad affrontare spese di centinaia di milioni per il recupero delle case e degli ambienti di lavoro. Ci sono, inoltre, situazioni di immobilità che ipotecano il futuro: si pensi soltanto all'ex base militare, che insiste al centro della piana come un simulacro, mentre sarebbe necessario raderla al suolo per ripristinare i pascoli preesistenti». Sulla stessa frequenza d'onda si sintonizza Mario Azzalini, sostenendo che"oggi i ricavi dalle attività regionali del Cansiglio vengono spese all'infuori di quest'area, mentre sarebbe urgente riportarle all'interno». Quindi? «Un ente come Veneto Agricoltura è di fatto inutile, anzi dannoso per la comunità locale, dal momento che la espropria del diritto di sfruttare la risorsa-Cansiglio». «Non possiamo lasciare mano libera a chi ha interessi legittimi ma diversi dalla salvaguardia naturalistica del Cansiglio", si replica da parte dei fautori della riserva. I quali, fra l'altro, propongono di raccogliere le istanze di unitarietà sul Cansiglio con accordi di programma stipulati dalla Regione Veneto con il Friuli-Venezia Giulia.

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16/12/1999 Pascoli al posto della base. La tribuna di Treviso

La Tribuna

Treviso, giovedì 16 dicembre 1999,

VITTORIO VENETO - QdP  Il Comitato per il Parco chiede «pascoli al posto dell'ex base»

f.d.m.

VITTORIO VENETO. «Pascoli, solo pascoli al posto dell'ex base missilistica del Cansiglio; nessun'altra struttura, tanto meno parcheggi». A sostenerlo è Mario Azzalini, componente del comitato per il parco. «E' evidente, in ogni caso, che come si vorrebbe per la ex Carnielli, anche per la base militare del Cansiglio, dove, fra l'altro, vi è una rete di rampe sotterranee e di gallerie per i missili, va compiuta, se necessario, una bonifica». In Cansiglio operava, fino al 1979, il 59º gruppo It, con l'area di lancio dei missili al centro della Piana, la sede di controllo sul monte Pizzoc e la caserma a Vittorio. La Regione ha già chiesto la struttura ai competenti ministeri, per passarla all'ente regionale «Veneto Agricoltura», che intende sistemare una grande area a parcheggio, in modo che le auto non siano disperse per strade e boschi, e che vorrebbe recuperare alcuni stabili come foresteria ed altri servizi. «Le strutture sono talmente brutte, che è meglio non recuperarle - sostiene il sindaco più direttamente coinvolto, quello di Tambre, Marco Bortoluzzi -. Anzi, la Regione farebbe meglio a riportare l'area allo stato di pascolo».

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15/12/1999 Il presidente di Veneto Agricoltura sul Cansiglio- Corriere delle Alpi

Corriere delle Alpi

ALPAGO  
mercoledì 15 dicembre 1999, S. Valeriano  
 
«Basta auto lungo vie e sentieri»
Cansiglio. E' uno dei progetti nel cassetto di "Veneto Agricoltura"
per riportare quanto prima l'altopiano alla sua originale integrità
Il presidente Carollo è fermamente convinto di poter rilanciare il turismo naturalistico



di Francesco Dal Mas
PIAN DI CANSIGLIO. Basta macchine disperse lungo la strada ed i sentieri del Cansiglio.
Con l'acquisizione dell'ex base militare da parte della Regione (il presidente Galan tornerà sull'argomento alla prossima conferenza Stato- Regioni), le auto saranno ammassate all'interno dell'insediamento, in modo che l'altopiano si ripresenti nella sua integrità.
E' uno dei tanti progetti che il presidente dell'ente regionale "Veneto Agricoltura", Giorgio Carollo, ha presentato in occasione dell'illustrazione del primo anno d'attività dell'organismo.
Le ex caserme, tra l'altro, saranno ristrutturate ad uffici e foresteria, per cui lo stesso Galan chiederà al ministero dell'Agricoltura quella mezza dozzina di miliardi che serviranno per rimettere in sicurezza e restaurare l'ambiente.
Carollo e collaboratori intendono rilanciare alla grande il Cansiglio sul piano del turismo naturalistico.
Attendono che il pretore sblocchi la vertenza per la restituzione dell'hotel San Marco a "Veneto Agricoltura", in modo da poter cedere la struttura a qualcuno dei «anti privati, anche imprenditori del posto» che l'hanno richiesta.
All'ente diretto da Carollo è ritornato anche il campo da golf, tant'è che lo stesso presidente s'è premurato di sollecitare una nuova recinzione all'area: non più filo spinato ma una palizzata leggera in legno.
La recuperata casa alpina di Vallorch sarà data in gestione (è già avviato il relativo bando) a quanti saranno disponibili a gestirvi un centro di educazione ambientale, in particolare per la "formazione dei formatori". A Vallorch, fra l'altro, sarà avviata il prossimo anno una forma sperimentale di scaldamento, finanziata dai contributi Ue: con il materiale risultante dalla pulizia del sottobosco. In primavera, appena si sarà sciolta anche l'ultima neve, partiranno i lavori per la costruzione del nuovo "stadio del fondo", che peraltro prevede solo strutture mobili.
In Pian Osteria, invece, sarà consolidato il museo dei cimbri e troverà posto anche un museo archeologico, con quanto è stato recuperato in questi anni attraverso le ricerche a Lissandri, Palughetto e Bus de la lum. Sempre il prossimo anno troverà sistemazione anche un percorso archeologico, che sarà compreso nella ristrutturazione dei sentieri e della relativa cartellonistica, secondo un progetto uniforme che la Regione s'è impegnata a consegnare entro l'anno. Per quanto riguarda i cimbri, Carollo assicura l'attivazione di un "tavolo giuridico", «ma - precisa - ormai nella prossima legislatura», per risolvere definitivamente il problema del diritto di superficie.
«Queste ed altre iniziative - afferma Carollo - rientrano in un nuovo piano ambientale del Cansiglio. Che, per la verità, non ha bisogno di un Parco, bensì che resti il livello attuale di tutela, molto più rigido della salvaguardia possibile con un parco».
"Veneto Agricoltura", intanto, ha pubblicato un bando anche per il recupero del borgo Vigliago, vicino a Sedico.
Un borgo di cui ha la proprietà la Regione e che questa intende recuperare, sempre attraverso il finanziamento europeo, tra l'altro per insediarci un centro di sperimentazione di attività agricole-montane. L'antico insediamento è vincolato dalla Soprintendenza.
Il vincitore del concorso progettuale riceverà anche l'incarico del progetto esecutivo.

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14/12/1999 Parcheggio nella Base di Pian Cansiglio. La tribuna di Treviso

La Tribuna

Treviso, martedì 14 dicembre 1999,

VITTORIO VENETO - QdP  Cansiglio, c'è un grande parcheggio nel futuro dell'ex base militare

f.d.m.

VITTORIO VENETO. Basta macchine disperse lungo la strada e i sentieri del Cansiglio. Con l'acquisizione dell'ex base militare da parte della Regione le auto saranno ammassate all'interno dell'insediamento, in modo che l'altopiano si ripresenti nella sua integrità. E' uno dei tanti progetti che il presidente dell'ente regionale Veneto Agricoltura, Giorgio Carollo, ha presentato in occasione dell'illustrazione del primo anno d'attività dell'organismo. Le ex caserme saranno ristrutturate a uffici e foresteria, per cui lo stesso Galan chiederà al Ministero dell'agricoltura quella mezza dozzina di miliardi che serviranno per rimettere in sicurezza e restaurare l'ambiente. Carollo e collaboratori intendono rilanciare il Cansiglio sul piano del turismo naturalistico. Attendono che il pretore sblocchi la vertenza per la restituzione dell'hotel San Marco a Veneto Agricoltura, in modo da poter cederla a qualcuno dei tanti privati che l'hanno richiesto. All'ente diretto da Carollo è ritornato anche il campo di golf, tant'è che lo stesso presidente s'è premurato di sollecitare una nuova recinzione all'area: non più filo spinato ma una palizzata leggera in legno. La recuperata casa alpina di Vallorch sarà data in gestione a quanti saranno disponibili a gestirvi un centro di educazione ambientale. A Vallorch, fra l'altro, sarà avviata il prossimo anno una forma sperimentale di riscaldamento che utilizza il materiale risultante dalla pulizia del sottobosco. In primavera partiranno i lavori per la costruzione del nuovo «stadio del fondo», che prevede strutture mobili.
In Pian Osteria, invece, sarà consolidato il Museo dei cimbri e troverà posto anche un museo archeologico. Sempre il prossimo anno troverà sistemazione anche un percorso archeologico, che sarà compreso nella ristrutturazione dei sentieri e della relativa cartellonistica, secondo un progetto uniforme che la Regione s'è impegnata a consegnare entro l'anno. Per quanto riguarda i cimbri, Carollo assicura l'attivazione di un tavolo giuridico per risolvere il problema del diritto di superficie. «Queste ed altre iniziative - afferma Carollo - rientrano in un nuovo piano ambientale».

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