1801, da circa tre anni si era concluso il cosiddetto periodo democratico del Cansiglio, iniziato con la caduta della Serenissima nel maggio 1797 e finito nel gennaio 1798 con l’arrivo degli austriaci in conseguenza del trattato di Campoformio tra Napoleone e l’Austria dell’ottobre precedente. Il controllo e la gestione della foresta rivendicati dalla Municipalità di Belluno, in un rapporto conflittuale con quella del Canton d’Alpago e delle altre del circondario del bosco bandito da Venezia, erano stati riportati al passato con la determinazione del 31 marzo 1798 emanata dal conte Oliviero di Wallis che aveva stabilito fossero ripristinati i “Savi Regolamenti dell’Antico Governo”. A tal fine vennero nominate figure come Andrea Querini e Giuseppe Valleggio, quest’ultimo già Commissionato Straordinario al Cansiglio nel 1796 per la definizione delle vicende collegate ai tagli stabiliti con il controverso contratto Rova.
Nel quadro di un mutato governo politico, ma anche di una sostanziale continuità nell’amministrazione boschiva si vennero a compiere delle scelte che intendevano coniugare i nuovi orientamenti selvicolturali avanzati al tempo dalle accademie agrarie con le esigenze di remunerazione economica per l’erario nella gestione delle risorse silvopastorali.
Fu in questo contesto che alcune decisioni prese dalla Regola di Farra d’Alpago durante il periodo democratico, fondate su concessioni accordate da Venezia un secolo e mezzo prima, avviarono un contenzioso che portò a rivedere sul confine nord-occidentale della foresta i termini del Mezzo miglio, area nella quale alle comunità limitrofe era vietato il taglio, ma concesso il pascolo.
Il documento qui presentato ricostruisce le vicende che portarono alla definizione di un nuovo limite del Mezzo miglio, chiamato di Farra-Val Piccola, e i rapporti intercorsi tra i suoi protagonisti: le autorità di governo - di Venezia e in Cansiglio - gli imprenditori boschivi, i privati concessionari dei pascoli e le comunità locali. Ognuno di essi sostenuto da una propria visione ed interesse economico nell’utilizzo del territorio.
Frutto di una ricerca negli Archivi di Stato di Venezia e Belluno, il documento riporta anche gli esiti di una lunga indagine condotta sul campo che ha portato ad individuare i termini confinari della rettifica del Mezzo miglio avvenuta nel 1801, un intervento che spiega, e parzialmente giustifica, il giudizio di Adolfo di Bérenger che in Cansiglio il Mezzo miglio si fosse modificato, “rovesciandosi”, da servitù attiva esterna a passiva interna al bosco bandito.
Una pagina della storia del Cansiglio non ancora indagata e che va ad aggiungersi alle molte altre che nel corso del tempo si sono andate componendo.
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Il Mezzo miglio di Farra-Val Piccola del 1801
Lo studio condotto da Franco Dal Cin ricostruisce le vicende che portarono alla definizione di un nuovo limite del Mezzo miglio nell’area nord-occidentale della foresta del Cansiglio e contiene anche gli esiti dell’indagine sul campo che ha portato ad individuarne i termini confinari. In allegato, la trascrizione di alcuni dei documenti d’archivio utilizzati nella ricerca.
