Il 21 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale delle Foreste, una ricorrenza che rappresenta un momento fondamentale per riflettere sull’importanza delle foreste per il nostro pianeta. Istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2012, la giornata ha l’obiettivo di evidenziare il ruolo fondamentale che le foreste svolgono non solo nella fornitura di legname e prodotti non legnosi (frutti di bosco, funghi, resine, ecc.), ma anche nella fornitura di servizi ecosistemici quali il controllo dell’erosione, la conservazione della biodiversità, la regolazione del clima e la capacità di fornire mezzi di sussistenza a centinaia di milioni di persone.
Le foreste, ecosistemi cruciali per la sicurezza alimentare
Il tema della Giornata 2025, "Foreste e cibo", pone l'accento sul ruolo cruciale delle foreste nella sicurezza alimentare, nella nutrizione e nei mezzi di sussistenza.

Ecco alcuni messaggi chiave indicati dalla FAO per la Giornata Internazionale delle Foreste del 2025:
Le foreste forniscono cibo, medicine e mezzi di sostentamento a miliardi di persone
Oltre cinque miliardi di persone in tutto il mondo utilizzano i prodotti forestali e non forestali per nutrirsi, curarsi e sostentarsi. Le foreste e gli alberi sono una ricca fonte di noci, frutta, semi, radici, tuberi, foglie, funghi, miele, carne selvatica e insetti, che forniscono nutrienti essenziali alla dieta dell'uomo.
Le foreste sono fondamentali per l'agricoltura
Le foreste sostengono l'agricoltura fornendo habitat agli impollinatori, contribuendo a mantenere sano il terreno, trattenendo l'acqua, offrendo cibo e ombra al bestiame, regolando le temperature e fungendo da barriere naturali contro il vento per le colture, oltre a migliorare le precipitazioni per le esigenze agricole.
Le foreste sono vitali per l'acqua, da cui dipendono gli ecosistemi, la nostra sicurezza alimentare e la nostra nutrizione
I bacini idrografici boschivi forniscono acqua dolce a oltre l'85% delle principali città del mondo e la gestione sostenibile delle foreste ha il potenziale di migliorare la qualità dell'acqua per oltre 1,7 miliardi di persone che risiedono in grandi aree urbane, contribuendo alla loro sicurezza alimentare e idrica.

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Foreste e agricoltura, pericoli di un confronto/scontro
Il rapporto tra foreste e cibo riguarda tutto il genere umano, non solo i popoli indigeni e le comunità rurali che utilizzano direttamente dalle foreste risorse alimentari e fonti combustibili per la cottura dei cibi. Anche il cosiddetto mondo avanzato è chiamato a confrontarsi con il rapporto tra foresta e cibo. Sia perché i propri modelli di consumo alimentare provocano una perdita di aree forestali primarie, sia perché la propria produzione di cibo, proveniente sempre più da una agricoltura intensiva, con la foresta, o quel che ne resta, genera un rapporto che assume talvolta i toni di uno scontro. Da un lato produzioni monoculturali tendono ad espandersi a scapito anche di aree boschive, dall’altro, l’abbandono di un’economia agro-pastorale tradizionale in ambienti collinari-montani lascia spazio ad una avanzata del bosco, percepita come una minaccia, un’invasività nei confronti del mondo agricolo. Sembra quindi che il bosco sia “nemico” dell’agricoltura, un avversario da sconfiggere per occuparne il posto, da respingere perché aggressivo.
Nel confronto tra i due ecosistemi si pone, o si dovrebbe porre, però una evidenza sempre più manifesta nelle crisi ambientali di oggi: la perdita e necessità di salvaguardia delle biodiversità. Con una particolarità, il bosco è un ecosistema complesso che, anche se interessato dall’azione umana, per sua natura tende al ripristino di un equilibrio ecologico. L’agricoltura intensivo-industriale, che sempre più conosciamo, no. Gestita ed indirizzata al fine della massimizzazione del rendimento economico viene via via allargando spazi caratterizzati da ecosistemi semplificati, impoveriti ed incapaci di trovare un loro proprio equilibrio naturale.