Una nuova specie invasiva, aliena all'ecosistema forestale, sta colonizzando il Cansiglio trasformandolo da area protetta per la Biodiversità in area parcheggio. Parliamo del camper. Già da qualche anno in estate si potevano trovare in ogni parcheggio disponibile, ma in questi giorni, complice l'ondata di caldo anomalo, sono arrivati in massa.
Qualche anno fa la Regione e Veneto Agricoltura, hanno pensato che la soluzione non fosse contrastare il fenomeno ma assecondarlo, costruendo nuovi parcheggi. E' nata così l'Area Camper all'interno della ex base militare di Pian Cansiglio che avrebbe dovuto essere "rinaturalizzata a pascolo" ed è stata invece "valorizzata" con parcheggi, servizi, e opere di urbanizzazione approvate dai Comuni. Poi, vista l'invasione che è conseguita grazie al richiamo del parcheggio "in mezzo alla Natura", la Burocrazia Regionale ha pensato bene di raddoppiarla. In questo modo il "problema" è diventato una vera e propria piaga ambientale e culturale che deturpa la antica radura di Pian Cansiglio. 
I lavori sono in corso. Di questo passo, si dovrà pensare a raddoppi senza fine, dato che "camper tira camper" in una sequenza senza limiti. Ci troviamo così di fronte al solito paradosso: un'area naturale, ben conservata, diventa vittima di un accesso di massa grazie al richiamo naturale e alla sua bellezza e ciò innesca il meccanismo dell'overtourism che ne mette in discussione lo status naturale, ne avvia l'urbanizzazione e si conclude con il degrado generale e la perdita del Bene Naturale.
L'overtourism distrugge tutto ciò che tocca. Vale in Cansiglio, come a Venezia e nelle Dolomiti. Ma come si può conciliare il diritto alla presenza e alla vacanza, con il dovere di salvaguardare e tutelare la Foresta e la sua dimensione di Area naturale Protetta?
Qualsiasi ragionamento che si voglia fare deve fondarsi su Principi Base che nel nostro caso sono questi:
1- Il Cansiglio è la più grande e più bella foresta del Veneto, ed è un territorio demaniale, quindi pubblico. Deve essere destinato alla Protezione e Conservazione per la Biodiversità e per i Servizi Ecosistemici legati alla salute e alla immersione in natura secondo Regole e modalità sostenibili. Serve un Parco Naturale! Non un parco a scopo turistico.
2 - Il Cansiglio ha tutti i titoli per essere inserito di diritto nelle aree europee destinate alla Rinaturalizzazione, secondo quanto previsto dalla nuova legge detta "Restoration Law". Rinaturalizzazione in Cansiglio, significa in primo luogo bloccare subito ogni progetto di urbanizzazione, cementificazione, asfaltamento per procedere invece alla demolizione delle opere dismesse come a suo tempo è stato fatto con le strutture militari di Pian Cansiglio e del Pizzoc. Ma la Regione e il suo Ente esecutivo Veneto Agricoltura, procedono invece al contrario, contro ogni logica e ragione, aprendo nuove ed inutili strade forestali nel bosco, asfaltando le strade sterrate, creando una vergognosa area-camper nel mezzo della più bella radura del Veneto, progettando distopiche opere per nuovi caseifici, per piste mobili, e via delirando come se fossimo negli anni Sessanta e non alle porte di una crisi climatica e ambientale i cui primi segnali apocalittici stiamo vivendo in questi giorni con temperature che sfiorando i 40 gradi in città spingono migliaia di cittadini a cercare ombra e frescura nelle montagne e nei boschi.
3- Le strutture di servizio turistico vanno dislocate all'esterno dell'area protetta, nei paesi limitrofi, come a suo tempo indicato con profetica lungimiranza da Virginio Bettini, professore emerito e grande intellettuale, quasi trent'anni fa. Le strade forestali vanno chiuse al traffico, le strutture abbandonate vanno demolite ripristinando pascoli e boschi. Tutti i Sindaci di tutti i Comuni: Tambre, Alpago, Fregona e Caneva, hanno preferito invece ignorare la lezione di Bettini, per perseguire invece il miraggio dello "sviluppo turistico" che oggi ci si ritorce contro a tutti i livelli. I paesi avrebbero trovato un parziale rimedio allo spopolamento se si fosse pensato di incentivare i servizi al turismo fuori dal Cansiglio, ad esempio creando l'area camper a Col Indes, sviluppando una rete di accoglienza, albergo diffuso, B&B, ristori nella fascia esterna alla Foresta, ripensando la sentieristica lungo le antiche vie di accesso dal basso verso l' alto e da fuori a dentro.
Cose semplici, giuste, razionali che non sono state mai veramente prese in considerazione dal ceto politico e amministrativo, regionale e comunale, che governa il Cansiglio e si dimostra ogni giorno che passa più arretrato perfino dei funzionari della Repubblica Veneta che per cinquecento anni hanno tutelato e salvaguardato il "bene comune naturale" con saggezza e lungimiranza. Per questo diciamo che il raddoppio dell'area camper non è solo un errore degli Amministratori, ma è una vergogna ed un affronto ai cittadini che chiedono più verde, più alberi, più aree protette.
Il Comitato Amici del Cansiglio lancia un appello ai cittadini, alle associazioni, alle forze del territorio, agli amministratori onesti, ad unirsi per liberare il Cansiglio dalle opere e dai progetti di urbanizzazione e riportare la Foresta al suo splendore naturale.
SI AL PARCO NATURALE - Sono quarant'anni che la Regione e i Comuni tergiversano sulla sua Istituzione sempre più necessaria e giusta che va fatta.
SI ALLA RINATURALIZZAZIONE- Applicare la Legge per il Ripristino della Natura (Restoration Law) in tutto il territorio demaniale.
SI ALLA REGOLAMENTAZIONE DEGLI ACCESSI - Rafforzare la vigilanza e aumentare l'organico dei Forestali in servizio, dando loro indicazioni chiare e precise per far rispettare l'ecosistema e la biodiversità: Basta con il luna park !
SI ALLO SPOSTAMENTO DEI SERVIZI - Fuori dall'area demaniale protetta e allestiti nei paesi limitrofi.
SALVAGUARDARE IL CANSIGLIO OGGI SIGNIFICA DISPORRE DOMANI DI UNA INSOSTITUIBILE RISORSA NATURALE CONTRO LA CRISI CLIMATICA E I SUOI TRAGICI EFFETTI.
30/06/2026 - Comitato Amici del Cansiglio